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Campionato Europeo Setters Inglesi su selvatico abbattuto 2004
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Anche questa è fatta. A Cantalupo Ligure nei giorni 16 e 17 ottobre, organizzato dalla Svizzera, si è arrivati all’epilogo con la proclamazione del Campione e Vice. Vice di che non so, ma così si chiama. Le cronache dei Campionati e delle Coppe di solito sono redatte o dai Giudici o dai Selezionatori. Di originale hanno ben poco. Il numero delle squadre, il numero dei Concorrenti, le Giurie, i risultati, le emozioni, i groppi in gola, le esaltazioni delle vittorie, le malcelate giustificazioni e quando possibile gli scaricabarile nelle sconfitte. E si, sconfitte perché si corre per vincere e chi arriva secondo per bravo che sia, non è il vincitore e di chi si parla è solo di lui, il cosiddetto Campione ….. europeo in questo caso. Tanti discorsi a margine e tanti commenti. Ognuno ha la sua da dire. Gli argomenti non mancano. Non sono mancati nemmeno a Cantalupo. Non potrò sottrarmi completamente al rituale della ripetizione delle notizie , ma non ho intenzione di banalizzare gli stati d’animo perché questi fanno parte di chi li ha e non credo interessino agli altri. Nove nazioni a confronto (Germania, Croazia, Spagna, Francia, Grecia, Serbia, Italia, Portogallo, Svizzera ) con 44 setters a contendersi il titolo. Due terne giudicanti con Frangini, Dubroca e Futris e Pedrazzetti, De La Hoye e Diaz. Frangini e Pedrazzetti Presidenti. Due batterie per giornata con scambio di Giudici e terreni. Sole a aria fresca in un ambiente collinare tipico del nostro Appennino. Ho visto la zona di Cantalupo per la prima volta e devo dare atto alla gestione di condurre un’area di ca. 2500 ettari veramente bene con abbondante quantità di selvaggina – prevalentemente starne – di buona qualità. Terreni idonei per valutare prestazioni di caccia con spazi nei quali anche razze inglesi possono dimostrare doti e capacità. I colori nazionali sono stati rappresentati da Pavel condotto da Mori, Edbel Liz condotto da Patrizzi, Ugò di Bonacina, Pianigianis Peter condotto da Pianigiani con le Riserve Ermes condotto da Giuliano Ferrari e Oscar del Zagnis condotto da Zagni. Liberone è evidentemente un multietnico che tiene nel suo grande cuore diverse nazionalità. Massimo rispetto per le scelte altrui e legittima disapprovazione per il comportamento. Io ho avuto l’incarico di formare la squadra, mi sono impegnato meglio che ho potuto, ho trovato concorrenti che mi hanno fatto sentire quanta passione e competenza vi sia in loro. Mi hanno seguito con serietà, impegno massimo, mi hanno dato indicazioni, informazioni, tutto quanto mi potesse servire. Tutto da tutti indistintamente, non solo da quelli della squadra; grazie. Una volta visto l’ambiente l’interesse è passato subito dopo sui cani. Sulla carta i migliori d’Europa in questa nota. La più vicina alla caccia cacciata. Eppure, nonostante ciò l’impressione è che sia scarsa l’esperienza venatoria e scarso l’adattamento a quei terreni. Probabilmente per preparazione in altri più aperti e distesi. Diversamente non si possono capire certi sbandamenti nelle perlustrazioni. Con l’Amico Angelo Fiorentini ho seguito la batteria in cui correvano quattro dei nostri sei. Sabato 16: Ugo superbo nell’ elegante e tipico atteggiamento che esprime la razza da ogni parte. Nel richiamo per esplorare con diligenza apre a sx e mentre ritorna per chiudere il lacet il compagno sfondando ferma le starne. Sfortunato ma capace di farsi ammirare da tutti. Stefano è al richiamo con Peter nell’altra batteria. Peter è un gladiatore che vuole il selvatico aggrendendo qualsiasi tipo di terreno senza la minima titubanza. Intelligente, collegato. Ubbidiente, radente e flessuoso sulle emanazioni ( richiamato anche domenica). Gli Azzurri non scherzano. Se è prova di caccia si dimostra come si deve cacciare. Pavel affronta un gerbido e ferma con la classe che lo distingue, una lepre. Riporta come si deve riportare. Fermo al piede, fermo allo sparo e alla caduta del fagiano. Parte al comando, abbocca e torna senza distrazioni dal Conduttore. Chi non riporta così non può che essere penalizzato. Patrizio è emozionato. Si presenta con Edbel Liz tirato come Valentino Rossi. Caricato al massimo. Bravo Patrizio. Esplora un terreno quasi tutto in salita, arranca e stringe i denti senza distrazioni. In quelle condizioni un cane che vuole affrontare il dislivello non può mantenere la linea superiore “ senza far rovesciare il bicchiere “. L’andatura in salita non è come sul piano. Le difficoltà sono diverse. Mi è piaciuto il collegamento e l’affiatamento. Segno di una accurata preparazione. Non ho notizie di Oscar risultato poi non classificato come il secondo giorno. Ermes trascura. Domenica 17 ottobre seguo la stessa Batteria al comando del Presidente Frangini. Nei primi turni c’è un po’ di confusione nell’itinerario da seguire diversi dietro front un po’ giù, poi un po’ su a cercare non so che visto che – chi caccia ben lo sa – il vento cambia quasi sempre. Terreni stretti e abbondanza di boschetti invitanti per le fresche passate di fagiani. Cade nella trappola Ugò che dopo pochi minuti scompare e viene trovato fermo in un folto più in basso. Abbiamo perso un perno dell’impalcatura.. Dal settimo turno (sono 11 ) ci si sposta in una bella apertura con tante occasioni su starne. Parte Edbel Liz deciso, bene in mano. Turno interrotto e completamento di ca. 7 minuti. Nel completamento si parte, nonostante gli spazi, su un rivale terrazzato dove neanche le capre vanno a pascolare; i cani non riescono ad esprimersi. Mi meraviglio della scelta. Fuori entrambi! Ermes all’ottavo trova spazio, testa al vento, ferma sulla calda di starne. Riparte e a bordo di un siepone avverte, ferma; volano 3 o 4 starne, non rimane immobile e ne fa partire poco più avanti altre. Fuori. Giuliano al ritorno mi guarda sconsolato. Al decimo e penultimo turno tutti aspettiamo Pavel. Parte verso un boschetto con terreno chiuso, intelligentemente Marco lo sposta a sinistra dove sono ampi prati in pendenza e qualche siepe. Il cane si mette nel vento, va via spedito, sempre ottimamente collegato arriva presso una siepe, rallenta si flette e ferma. Volano le starne sotto, al di là della siepe. Un urlo ed uno sparo ci incoraggiano. Riparte nonostante i minuti trascorsi fossero 8 o 9, stessa azione tesa e pulita, scende in un angolo, ferma ed incredibilmente parte un altro branco anche questo fermato con gran decisione e classe a distanza. Al riporto effettuato appena finito il turno come concordato fra i Presidenti di Giuria, Frangini cerca un bel siepone per far cadere al di lì la fagiana. Pavel pur incontrando difficoltà a passare parte spedito al comando e torna senza alcun tentennamento consegnando il capo a Mori. Siamo veramente felici di una così elevata prestazione. Difficilmente superabile. Il giudizio ci gela: 1° Ecc Pavel. 2° ecc.Martin Ditikis Attikis condotto da Apostolakos, 3° Ecc Astro del Tirso di Bencic. Il vecchio Dusan sempre presente è raggiante. Nella batteria di Pedrazzetti vince con l’Ecc. Forrest del Zagnis di Zagni, 2° MB Nevà di Simone Meili. Sabato Pedrazzetti ha dato questi risultati: 1° Ecc. Pango du Mas d’Eyrand condotto da Maudet, 2° MB Pavel di Mori, 3° MB Sprinx di Maudet, CQN ad Amor del croato Pastorcic. Nella batteria condotta da Frangini 1° Riservato, 2° B Odine de Adar Mendi di Recondo. Un epilogo inaspettato quello di domenica, noi tifosi italiani abbiamo masticato amaro perché nella nostra evidente incompetenza pensavamo che una prestazione come quella di Pavel fosse nettamente da differenziare rispetto agli altri due eccellenti. Era indubbiamente superiore di gran lunga. E così anziché sorridere per una meritata vittoria , ci siamo trovati in un barrage fra i 3 cani che nelle due giornate avevano realizzato il 1° Ecc. Cosa avrebbe dovuto dimostrare ancora Pavel? Non siamo riusciti a darci una risposta ed il verdetto evidentemente abbondantemente meditato comunicato dopo il trasferimento al ritrovo anziché a fine barrage sul campo, ha dato un riscontro per noi poveri illusi italiani, non previsto. E’ campione d’Europa Pango, Vice Forrest e Pavel relegato al terzo posto. Sono rimasto deluso ma orgoglioso di poter stringere la mano, per salutarci un po’ ammutoliti, a Marco Mori, Stefano Pianigiani, Beppe Bonacina, Patrizio Patrizzi, Giuliano Ferrari ( non ho trovato Libero Zagni perché indaffarato con altri negli abbracci e complimenti ). Sul terreno, nei fatti, abbiamo dimostrato il nostro valore e almeno questo, nessuno lo può scalfire.
Angelo Cammi
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