Chiamato dalla sis a giudicare questo campionato, accolgo con molto piacere l’invito in quel di Rabbi (TN), agli ordini dell’ottimo Frisinghelli, collaudato organizzatore, questa volta, messo veramente  a dura prova, da un numero di cani sorprendentemente alto, a dimostrazione dell’attaccamento e della passione dei nostri soci a questo tipo di eventi, situazioni che riempiono di orgoglio e caricano di responsabilità chi come me fa parte del consiglio direttivo della sis.

Arriviamo la sera prima io e Rosalba, ed il clima è subito disteso e festoso. Le prove di montagna sono l’esempio di come si dovrebbe fare cinofilia, stanno vivendo un momento di alto interesse sotto tutti i punti di vista, bisogna fare attenzione a mantenere saldi certi principi, minati a volte, dall’aumentare degli interessi in gioco.

Novanta cani a catalogo circa è sicuramente un record, alcuni cani la montagna non l’avevano mai vista, ma è lodevole comunque,  il tentativo dei loro conduttori a misurarsi in una disciplina così dura.

Giudicavo la prima batteria insieme ad un montanaro doc, Edoardo Della Bella, ghiotta occasione di crescita per me, certezza di competenza per tutti gli attori in gioco.

Posti splendidi, galli in ottima quantità a far selezione di quella vera.

Vince Nico, un grande cane da montagna, di quelli che fanno venir la pelle d’oca. La fortuna mia, nonostante le asperità del terreno, di aver vissuto in prima persona, sia il turno di chiamata, che l’ottimo punto al richiamo su una gallina con un piccolo.

Rientrati alla base, buone impressioni in tutte le batterie, relazioni ed interessante raduno, al vaglio dell’esperto Mari Nanzio, persona di squisita correttezza, che può darci un ottimo contributo nelle valutazioni morfologiche della nostra società specializzata.

Sulla morfologia in montagna c’è ancora molto da lavorare, soprattutto nelle femmine in termini di struttura soprattutto e di tipicità in genere, ma sono convinto che la passione che contraddistingue l’ambiente gioverà anche in questo senso.

La strada intrapresa è quella giusta, il clima di confronto fra le delegazioni, emerso nella riunione del venerdì sera, è di quelli che portano a crescere e migliorare.

La responsabilità è tanta, è quella di mantenere e alimentare un tipo di prova che ormai più di tutte le altre, si avvicina a quella che è l’essenza venatoria del cane inglese di razza.

Sono sicuro che i protagonisti non ci deluderanno, e che potremmo ancora vivere per lungo tempo bellissime giornate dietro ai nostri amati.

Viva i setter, grazie a loro.