INTERVISTA A MATTEO RIZZINI

  1. PERCHÉ SETTER INGLESE?

La montagna, il bosco, le rocce, mi hanno sempre appassionato quindi questa razza ha solo completato il mio mondo.

Il setter inglese spicca per la sua dote migliore: la caccia ed è stato proprio questo che ha suscitato in me un forte interesse. Resto affascinato ogni volta che lo vedo correre nelle montagne, tra le rocce, cercando il vento che porti quella minima emanazione che lo porterà sul selvatico per poi fermarlo e concludere l’azione nel migliore dei modi.

  1. RACCONTACI I TUOI ALBORI

Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per la caccia, tramandata in famiglia. Già alla scuola primaria non vedevo l’ora arrivasse il fine settimana per poter andare con il nonno e mio papà al capanno di caccia. Ricordo quando la sera preparavo i vestiti e il fucile giocattolo accanto a quelli di mio papà, il posizionamento dei richiami, il profumo del caffè sulla stufa e finalmente all’alba i primi spari.

Fino alla mia prima licenza la mia caccia è stata questa. Giunta l’indipendenza ho capito che questa tipologia di caccia non era soddisfacente per me, mi mancavano le lunghe camminate in montagne e quell’intesa che si può avere con il proprio cane.

All’età di 19 anni decisi di cambiare caccia, acquistai un Bretton e da solo con lui ho iniziato questa avventura. Impegno e costanza mi hanno subito premiato, ottenendo i primi risultati. Vedendo altri cacciatori capii che mi mancava un cane che andasse a cercare in        “quel posto”, nel momento giusto, senza fare passi inutili dato che la montagna è un luogo difficile.

Queste caratteristiche le ritrovai in KIRA, il primo setter che ho acquistato dell’allevamento “del Monte Guglielmo”. Insieme imparammo a cacciare beccacce e selvaggina tipica di monte. Negli anni successivi ho deciso di farla accoppiare con ARNO, un setter di un amico, nipote di Arno dei pianigiani, da cui sono rimasto particolarmente colpito per la sua facilità nel reperire selvaggina di qualsiasi tipo in vari ambienti.

Da questo accoppiamento sono nati 4 cuccioli: 2 maschi e 2 femmine. Essendo la mia prima cucciolata decisi di tenerli tutti per selezionare al meglio. Una delle due femmine, ZEA, durante un’uscita a cotorne, presa dall’enfasi del frullo, fece quel passo in più che la portò a precipitare da una parete di rocce. L’altra femmina, DIANA, e uno dei due maschi SIMON si dimostrarono sin da subito ottimi soggetti per il nostro tipo di caccia. Fortunatamente ho avuto la possibilità di portarli a molti censimenti e a caccia su vari tipi di selvaggina e non hanno mai riscontrato difficoltà anche nei terreni più impervi.

DIANA, una cagna che mi ha fatto veramente innamorare di questa razza, con lei ho cacciato: beccacce, galli forcelli, galli cedroni, cotorne e pernici bianche dandomi immense soddisfazioni.

Quattro anni fa decisi di far accoppiare DIANA con ARGO, il setter di un amico, grande cacciatore con un fondo incredibile e un fisico instancabile. Per avere delle buone basi e portare avanti una linea di cani che rispecchino i miei ideali, ho voluto fare i controlli delle displasie di anca e gomito e dell’occlusione dentale di entrambi i soggetti. Sincerato che le basi fossero ottime l’accoppiamento è stato fatto.

Da questa cucciolata sono nati 9 cuccioli: 5 femmine e 4 maschi. Io decisi di tenerne due, un maschio CASTER e una femmina CUBA. Il resto della cucciolata l’ho dato ad amici appassionati e fidati, certo che avessero fatto esaltare le migliori doti dei cani. Ad oggi sono soddisfatto della scelta fatta in quanto tutta la cucciolata ha dato ottimi risultati.

Lo scorso anno ho fatto accoppiare DIANA con un altro setter, grande cacciatore, scelto personalmente dopo averlo visto più volte a caccia su vari tipi di selvaggina.

 

  1. LA CACCIA è UNA COSTANTE DELLA TUA VITA: QUALE RELAZIONE CON LA CINOFILIA.

La grande passione che nutro nei confronti della caccia alla selvaggina di montagna e al setter inglese da poco mi ha fatto avvicinare, in punta di piedi, alle prove di montagna (Trofeo Montagne Bresciane e Saladini e Pilastri).

In queste occasioni ho potuto vedere grandi cani, conoscere persone veterane del settore ed esperti giudici dai quali sto imparando molto e stanno nascendo vere amicizie.

Le prove come la caccia praticata sono un buon metodo di selezione per trovare cani che svolgano al meglio le esigenze di noi cacciatori.

Da quest’anno sono diventato un membro della SIS Brescia e con onore e fiducia sono stato nominato selezionatore per le prove di montagna e beccacce.

 

  1. TROFEO SALADINI E PILASTRI E INTENZIONI FUTURE

Quest’anno ho voluto provare questa nuova esperienza partecipando ad alcune prove del trofeo per avere prova concreta del lavoro svolto con i miei cani. Purtroppo per motivi lavorativi e una trasferta di caccia in Svezia sono riuscito a partecipare a solo 7 prove. Ho presentato Cuba, una giovane cagna, dalla quale ho avuto enormi soddisfazioni e grandi conferme.

La mia intenzione è di presentare altri soggetti nei prossimi anni, qualcosa di buono già c’è ed ora devo continuare ad impegnarmi, anche facendo grandi sacrifici per avere cani che possano competere con i cani di alto livello presentati in questo trofeo.

 

  1. SOGGETTI SIGNIFICATIVI

Essendo pochi anni che sono in questo mondo di soggetti veramente significativi ne ho avuti due: DIANA e CUBA, mamma e figlia entrambe allevate, cresciute e portate a caccia da me.

Grandissime cacciatrici, con senso del selvatico, fondo e mentalità, molto obbedienti e intelligenti.

CUBA in particolare, nonostante la sua giovane età, è stata la cagna che mi ha fatto avvicinare alle prove, data la sua facilità di addestramento e la sua capacità di distinguere, senza alcuna esitazione, una giornata di prove da una giornata di caccia.

  1. RISCHI E VANTAGGI DI UTILIZZARE IL SETTER DA CACCIA NELLE PROVE DI MONTAGNA

I vantaggi di partecipare alle prove di montagna con un setter cacciatore sono molteplici: la capacità di affrontare terreni difficili nel modo giusto cercando il selvatico anche in situazioni di vento a sfavore e saper individuare il posto più idoneo per trovare l’animale in ogni condizione climatica, risparmiando energia, cosa fondamentale nella caccia in montagna.

Secondo me il possibile rischio è che il cane cacciatore abbia delle sfumature e degli istinti che nelle prove possono penalizzarlo.

 

  1. CONVOCAZIONE ALL’EUROPEO

Inaspettatamente, con tanto orgoglio, Cuba è stata selezionata da Matteo Toniato per far parte della squadra che correrà per l’Italia nel campionato europeo 2019 in Grecia.  Al momento della convocazione non ero presente ma sono stato puntualmente avvisato da molti messaggi di amici.

La convocazione era già una grande vittoria condivisa con la convocazione di charas di Matteo Borghi con il quale abbiamo affrontato l’intero viaggio.

La Grecia ci ha accolto con bellissimi posti caratterizzati però da terreni durissimi, coperti di spine, caldo torrido e completa assenza di acqua. Nonostante tutto i nostri cani hanno fatto la differenza svolgendo turni esemplari che purtroppo non hanno portato i risultati sperati.

Oltre alla squadra si è creato un ottimo gruppo di amici che hanno condiviso tre ottime giornate tra prove, cene e qualche birretta.

 

INTEVISTA A MATTEO BORGHI

1.Perché setter inglese?

È la razza con cui ho condiviso le mie prime esperienze è mi è entrata subito nel cuore. Del setter inglese amo la generosità, la mentalità, il coraggio, la duttilità e la buona capacità di addestramento. Tutto questo, unito al suo modo di interpretare il vento, all’ armonia e all’eleganza dell’azione sono le qualità che mi hanno portato a preferire questa razza.

2.I tuoi albori.

La mia passione nasce attraverso i cani e si sviluppa in famiglia. Ho avuto modo sin da subito di approcciare sia con l’attività venatoria che con la cinofilia. L’esordio nelle prove avviene con Franzini Idò, di proprietà dell’amico Fabrizio Zoppellaro. Con Idò inizio a frequentare qualche prova di caccia a starne e le selettive prove di caccia pratica ottenendo buoni risultati. Nel frattempo arriva a casa Brukne Amuras, detta Desy, pointer ceduta da Garanzini Fabio a mio fratello Raffaele, compagno di caccia e complice di questa passione. Preparata e condotta da entrambi, Desy arriva al titolo di campione italiano di lavoro.  Dalla cucciolata di Franzini Idò X Ary (una figlia di Ras di Pensa) arriva Charas. Con lei si sviluppa il mio percorso di cacciatore di tipica alpina, con lei passo giornate a cercar selvaggina su i monti e con lei esordisco nelle prove specialistiche. Il resto è storia recente.

3.La caccia è una costante della tua vita: quale relazione con la cinofilia.

La caccia è parte integrante della mia vita e quando va fondersi con l’altra mia grande passione, la montagna, forma un connubio di alto valore. Prediligo la caccia alla tipica alpina: le emozioni che provo vedendo in azione i cani alla ricerca di galli, coturnici e bianche sono inappagabili e difficilmente paragonabili a quelle che si provano nel bosco cercando beccacce. A Caccia, in montagna, ci vai e giochi una partita con animali e ambiente. Credo che quello che mi ha spinto a fare cinofilia è la stessa cosa che anima le giornate di caccia: uno sano spirito di confronto. Il confronto, che è alla base della selezione zootecnica, scopo principale della cinofilia, per me è stimolante perché mi da modo di ampliare le mie conoscenze e di porre dei nuovi obiettivi.

4.Trofeo saladini pilastri e intenzioni future

Avevo presentato sporadicamente Charas nelle prove primaverili a beccacce, a qualche tappa del Saladini delle precedenti edizioni e nelle bellissime primaverili su coturnici ed in entrambe le note, sebbene le poche apparizioni, si era messa in luce con prestazioni di rilievo. Nella primavera del 2019 si conquista un 1 ECC su coturnici al Monte Guglielmo (BS) che mi fa considerare la partecipazione al trofeo con lo scopo di valorizzare il soggetto. Pur non avendo preso parte a tutte le prove del Saladini sono soddisfatto di come ha risposto Charas: più volte al richiamo e 1ECC a Vittorio Veneto con un bel punto su coturnici, in una tappa che ha un fascino particolare. Insieme a Charas ho presentato la pointer Ami di mio fratello Raffaele, più volte al richiamo ma finisce senza risultati. Per il futuro c’è qualche giovane che ora, a caccia, deve darmi prova delle sue doti ed in questo momento è prematuro sbilanciarsi. Resta la volontà di continuo miglioramento e confronto partecipando con i soggetti alle prove di selezione.

5.Rischi e vantaggi di utilizzare setter da caccia nelle prove di montagna

La caccia è fondamentale, la caccia fa selezione. Per un cane la caccia è il banco di scuola che permette di sviluppare le sue attitudini. Un soggetto durante la caccia prende la misura sul selvatico e il suo comportamento, sul territorio e le relative condizioni ambientali in cui è impegnato. Il bagaglio di esperienza acquisito, permette al cane di affrontare le diverse situazioni che si offrono e di non farsi trovare impreparato agli sganci. Credo che non ci siano rischi effettivi nell’utilizzare  gli stessi cani a caccia e in prova qualora il dressaggio non influisca troppo sulle prestazioni e il soggetto venga pulito, rifinito, in alcune fasi che  a caccia sono tollerate. Può essere che durante le prove le azioni maestose che siamo abituati a vedere durante le nostre giornate di caccia vengano troncate per diversi fattori non lasciando così modo al cane di esprimersi pienamente, e probabilmente qui l’unica che va a perderci è la selezione.

6.Convocazione europeo

La convocazione a far parte della rappresentativa setter arriva inaspettatamente. Ringrazio il selezionatore Matteo Toniato per la fiducia accordataci e per averci dato questa possibilità. Ho condiviso questa gioia con l’amico Matteo Rizzini, compagno di trasferta, chiamato a partecipare con la sua Cuba e con mio fratello Raffaele, partecipante con Ami per la squadra pointer. La Grecia ci accoglie con terreni insidiosi e condizioni di caldo torrido. Nonostante ciò i cani della compagine italiana rispondono bene. Charas va entrambe le giornate al richiamo, ma una coppia di coturnici involate a lato la manda fuori. Ricorderò la tensione palpabile di quel richiamo allo stremo e la faccia di Toniato nel finale, incredulo e dispiaciuto. Bellissimo il clima di unità tra i partecipanti delle nostre squadre setter e pointer sia durante le prove che al di fuori dei concorsi.