Pasquale Piazza

 
 

 

 

 
 

 

E’ calata la notte sulle starne e sugli splendidi terreni di Liti quando Radentis Giuda, rappresentante italiano, e Lord del Zagnis, per la Svizzera, si affrontano nel barrage che consacrerà il Campione europeo 2005.

C’è tensione, c’è molta tensione; Giuda è giunto al barrage con il CACIT assegnato dopo la prima giornata di prove, a suggello di un turno di altissimo profilo venatorio con lacet estesissimi sul filo del vento a dominare il terreno con esplorazioni mirate ai siti invitanti, risalite feline e sicure, due lunghe filate per due splendidi punti; il primo attribuito grazie a Dubroka, giudice d’ala che, all’estremità, segnala a Taccon, ancora lontano, la starna in ala davanti al cane in ferma.

Lord è in campo a sorpresa, per comunicazione diretta al conduttore, senza che la giuria abbia dato la classifica. Noi italiani ci aspettavamo Palaziensis Rambo già ris CACIT dietro Giuda, sicuri, nonostante una ferma in bianco su calda di starne involate da un'auto inopportuna, della prestazione robustissima fatta ad un ritmo infernale a toccare gli angoli più impensati attraverso arati, gerbidi, grani e canneti e culminante in una scivolata in perfetto stile conclusa con grande sicurezza; due le coppie di starne, la seconda perfettamente indicata con grande espressione dopo il primo sparo di Pezzotta.

Corro verso la giuria, per abbozzare..., giusto in tempo per cogliere un Luigi Taccon sereno e sorridente allo sgancio del Giuda, la cui lunga, morbida sagoma si staglia scorrevole e fluida nel buio reso traslucido da un vento teso e gelido. Due aperture perfettamente disegnate e Roberto Guenaga, Presidente di giuria, rimanda tutti in albergo per il verdetto.

Siamo frastornati e perplessi, nonostante le sportive congratulazioni di Roberto Pedrazzetti, coach della squadra svizzera.

Giuda, Campione d'Europa: la proclamazione scatena un’ovazione di consenso unanime; non ci sono più bandiere né squadre, la competizione lascia il passo alla sana passione, quella che permette di riconoscere nei grandi cani il patrimonio zootecnico comune, utile all’evoluzione della razza in uno spirito di godimento ed amicizia.

La commozione che riga il volto del giovanissimo Taccon è l'immagine più probante della forza di quel sentimento e nel contempo piena ricompensa per quanti hanno condiviso ansie, sofferenze, speranze e gioie di questa selezione.

Il mandato del Consiglio della SIS,al quale esprimo tutta la mia soddisfazione riconoscente, mi ha caricato del fardello della responsabilità, ben presto alleviato dalla affettuosità solidale della stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, conduttori, allevatori, proprietari, semplici appassionati e, dulcis in fundo, giudici italiani e non.

Chiare le regole: rispetto assoluto delle indicazioni tecniche sul campo in termini di classifiche e di valori espressi, del lavoro dei conduttori e degli allevatori in una valutazione zootecnica che non trascuri le emozioni e Ie aspirazioni dei proprietari, con la mente sgombra da qualsiasi preconcetto.

Al raduno di Lagadas, nel primo giorno di prove in terra greca, sul taccuino, complici 0scar Monaco ed Oliviano Nobile testimoni di Spagna, spiccano Palaziensis Rambo, avvolto in un’aureola di gloria per la serie impressionante di risultati di altissimo profilo ottenuti, Radentis Giuda, Giotto, Beckarn, Orio che, con grande rammarico, sono costretto a cancellare subito per assenza al raduno.

Si aggiungono di prepotenza Bigjim, e Martianisium Luter, disertori della campagna di Spagna che in terra ellenica danno subito prova di sé e poi confermano grande condizione psicofisica, andando rispettivamente al CACIT ed alla ris di CACIT. Rambo continua a centrare le starne e le prestazioni offrendo garanzie sulla sua mentalità e sulla sua tenuta. Giuda ha rendimento alterno ma convince per la sicura venatorietà espressa sempre nella grande nota. Si impone il crescendo di Marzales Dick di Macaluso, sempre sul filo del rasoio, con prestazioni o la va o la spacca, e sempre sicuro sulle starne. Esplode in tutta la sua mentalità Martianisium Raso, ma purtroppo non mostra la solita affidabilità di dressaggio. Azor, continuo nel rendimento ed in buona crescita, si pone in termini interlocutori. Giotto e Beckam, il primo più del secondo, appaiono in buona forma atletica, ben disposti sul terreno e sul vento, ma palesano difficoltà a contatto con le stame. Breng centra una ris CAC, ma non mi convince il ritmo. Fra le femmine si fa luce per la continuità delle prestazioni d’altra nota Tanga di Loro Piceno, ben controllata da Pezzotta.

Si assegna per la prima volta quest'anno il titolo di Campionessa d' Europa alla femmina meglio classificata e la buona forma di Tanga è un regalo graditissimo.

Si corre la coppa: Giuda viene pesantemente penalizzato per un'incertezza veniale, Rambo appare a sorpresa in calo di forma. Ne parlo con il conduttore che è pervaso da una fiducia illimitata per le potenzialità del cane.

Alla cena Ufficiale della Coppa, con il rammarico per l'esclusione di alcuni soggetti, che considero fra gli esponenti più significativi della razza, al momento non al top della condizione (dura lex), comunico la squadra: Bigjim condotto da Dotti, Martianisium Luter condotto da Scipioni, Marzales Dick condotto da Macaluso, Radentis Giuda condotto da Taccon, Palaziensis Rambo e Tanga di Loro Piceno condotti da Pezzotta.

La prova d'eccellenza ci regala il CACIT di Azor, il CAC di Rambo, la prestazione di Bigiim da antologia sul Setter inglese da Grande Cerca, oltre alla conferma complessiva dello stato di grazia degli altri componenti della squadra.

Ironia della sorte, sparisce dietro la gobba di una collina, al primo lacet, Marzales Dick ingoiato dal…demonio. Macaluso lo cerca disperatamente ed inutilmente nonostante la solidarietà di tutti.

Azor prende il posto di Dick. Bandiera tricolore in spalla, si va ad iniziare, annegandosi negli orizzonti mai circoscritti dei grani più invitanti del continente, con le stame più emozionanti che si possano immaginare e, vivaddio, con i Setter più bravi del Mondo.

Due giorni intensi ed emozionanti, zootecnicamente probanti, colmi di piacevoli presagi per i giorni a venire. Non avrebbe guastato qualche coppia di cani in meno; certamente si sarebbero potute verificare più attentamente alcune prestazioni.

Rimane a noi, uomini di cani, la dolce sensazione di un grande patrimonio e di una grande manifestazione.                                 

Grazie Macedonia, sintesi felice fra la tradizione della caccia e l’evoluzione cinofila.

                                   Pasquale Piazza