RELAZIONE DEL PRESIDENTE

 
     
 

Signore e Signori,

      buongiorno e benvenuti a questa nostra riunione.

Questa assemblea, purtroppo, è segnata da un grave lutto che ha colpito il mondo della cinofilia, ed in particolare la delegazione di Bergamo: è morto Francesco Masserini, meglio conosciuto come "FRANCO" nell'ambiente cinofilo. Masserini, economo dell'ASL di Bergamo, è stato tra i primi a dare vita alla delegazione S.I.S. della sua città. Delegato, consigliere e segretario della Delegazione, ha contribuito con un impegno grande e continuo a far crescere la delegazione orobica degli amici del Setter. Persona dotata di grandi doti di comunicatore e di organizzatore , ha dato il suo contributo, oltre che alla S.I.S., anche al Pointer Club, alle associazioni dei continentalisti, alla F.I.D.C. di Bergamo, al gruppo cinofilo Bergamasco ed all'ENCI, essendone uno dei suoi delegati più disponibili e professionalmente preparati. Più volte responsabile delle prove in terra di Polonia, ha saputo applicare al meglio le sue capacità organizzative e contabili alle esigenze della cinofilia, massimizzando l’efficienza delle varie associazioni che lo videro ai loro vertici. A lui si deve la bella idea di intitolare la delegazione di Bergamo della Società Italiana Setter al grande Isaia Bramani. Indubbiamente è stato un campione per tutti i cinofili perché ha contribuito, senza lesinare sacrifici temporali e materiali, al grande lavoro dell'organizzazione, troppo spesso in ombra, e mai pienamente compreso persino degli stessi addetti ai lavori. Questa sintesi del ritratto che ha fatto di Masserini il Sig. Yuri Tartari, rende perfettamente il valore di questo nostro amico ed evidenzia la grande perdita che ha subito la cinofilia tutta con la sua scomparsa. Un invito ora a rendere omaggio a "FRANCO" con un minuto di silenzio. Grazie.

Come oramai di consueto, il primo argomento di cui tratteremo e 1a situazione economica. La nostra società gode, sotto questo aspetto, buona salute e lo potete verificare dall’ esame del bilancio la differenza fra entrate e uscite presenta un disavanzo attivo di € 5. 240,00. Essendo alla (fine del mandato triennale di questo Consiglio, ritengo opportuno, oltre che doveroso, fare un consuntivo anche su quanto siamo riusciti a realizzare. Sul piano dell'informazione abbiamo pubblicato, sia pure con qualche ritardo, il nostro giornale e con l'ultimo che è uscito ora dalla stampa e che riceverete nelle prossime settimane, ci siamo rimessi in pari. Sembra che, finalmente, abbiamo preso il giusto ritmo; grazie anche al diretto interessamento del Sig. Baricci.  II motivo dei ritardi è sempre stato causato dalle notizie relative alle manifestazioni che , o tardano ad arrivare, o sono mancanti di qualche elemento, in particolare di fotografie. Il futuro lascia comunque sperare bene anche perché, negli ultimi tempi, siamo riusciti a coordinare l'impegno di alcuni consiglieri quali il Dott. Pacioni, l'Ing. Berlingozzi ed altri che si stanno dedicando con molta assiduità a collaborare per il NOTIZIARIO.

Sulla spinta delle iniziative sopra esposte (articoli, classifiche delle maggiori manifestazioni, speciali e raduni.) anche il sito intemet comincia a funzionare e senz'altro, nel giro di pochi mesi, verrà aggiornato due volte alla settimana.

Vorrei ora focalizzare 1a vostra attenzione su quanto siamo riusciti a realizzare in merito al contenuto del nostro programma. Abbiamo formulato i regolamenti per i campionati sociali (caccia pratica e grande cerca) e li abbiamo resi operativi. La commissione tecnica centrale dell'ENCI li ha approvati in via sperimentale ed Ed apprezzandone il  valore tecnico, ha elogiate per questo la SIS. L'anno scorso, per la prima volta si è svolto il campionato sociale a quaglie dalle delegazioni, organizzato dalla nostra delegazione di Reggio Emilia. Questa manifestazione, che da alcuni è stata criticala per lo scarso contenuto tecnico, e invece risultata validissima anche sotto questo aspetto. In un breve discorso al termine della prova, io stesso ho voluto mettere in evidenza l'importanza di poter controllare un numero maggiore di soggetti in una razza come il Setter Inglese, dove nascono circa 20.000 cuccioli l'anno. Per poter fonnare le squadre, le nostre,circa 50 delegazioni controllano a dir poco 2.500 soggetti nelle varie selezioni e questo è un dato importante per monitorare la salute dei nostri setters.

Nel mese dì Febbraio scorso abbiamo anche realizzato un "DERBY" di caccia astarne anche questo, criticato ed osteggiato da molti, ha evidenziato la sua validità sia sotto l’aspetto tecnico che quello aggregativi. Non è stata numerosa la partecipazione. ma il pubblico ed i giudici hanno visto e segnalato soggetti che saranno sicuramente dei futuri campioni in questa formula e incideranno positivamente sulla riproduzione.

Il frutto di questo lavoro credo si concretizzi nei risultati che i nostri setterconseguono a livello intemazionale. Da anni dominiamo in Europa ed anche nel 2004 abbiamo affermato il primato dell'allevamento italiano. FRANK Del Dianella nella grande cerca e PALAZIENSIS RAMBO in caccia a starne, ci hanno regalato la vittoria dei due campionati europei che si sono svolti nella magnifica palestra della Polonia.

Non abbiamo vinto il campionato di caccia pratica a selvatico abbattuto che si è svolta a Cantalupo Ligure, ma proprio lì abbiamo avuto il maggior riconoscimento. Il Sìg. Dubroca., presidente del club francese, ha pubblicamente elogiato l'allevamento italiano del Setter Inglese, per l'alto livello di selezione raggiunto. Ha affermato che in quanto a stile, (galoppo, presa di punti e ferma) i nostri setter sono di gran lunga superiori a quelli delle altre nazioni. Ha invitato gli allevatori francesi ad attingere alle correnti di sangue dei nostri soggetti.

Anche per la tipologia abbiamo fatto un buon recupero, ed oggi i soggetti di lavoro, a larga maggioranza, si qualificano tranquillamente con il M.B. nelle esposizioni.

Permettetemi ora una riflessione sulle esposizioni . Cominciamo ad avere una diversificazione del tipo: cani di taglia piuttosto alta e di ossatura più forte, di chiara derivazione estera- particolarmente americana - ed altri di taglia più ridotta, che rappresentano lo standard di Caielli. Dovremo, su questo, fare il punto della situazione e prendere delle decisioni in merito. Vi anticipo che il club intemazionale è più propenso a dare un indirizzo di selezione che si avvicini al nostro setter piuttosto che a quelli stranieri di taglia maggiore. A tale proposito ha richiesto in visione lo standard del setter redatto da Solaro/Caielli, ritenendolo il più completo e maggiormente rispondente alle esigenze richieste dallo standard di lavoro. Il sottoscritto è stato incaricato di procurare il testo, corredarlo di un breve commento e fame invio a ciascun componente del club. Per concludere possiamo senza Tema dEsmentita affermare che il setter inglese gode ottima salute ed è in continua ascesa a livello di selezione.

I clubs dei setter Irlandesi e Gordon hanno passato un periodo non dei più felici. la razza, o meglio, le razze, hanno una serie di problematiche che meriterebbero di essere affrontale con serenità e senza quei personalismi che influenzano negativamente l'obiettività di decisioni tecniche, che sono ormai improrogabili. Sia gli Irlandesi che i Gordon non godono di un numero di appassionati tali da consentire una selezione su larga scala. Il numero dei cani presenti in esposizione è piuttosto limitato per non parlare di quello in prova ancora più ristretto. L'utilizzo da parte dei cacciatori è piuttosto scarso e quindi è difficile una verifica anche in questo campo. Ad aggravare la situazione si aggiunge il disaccordo tra i vari amatori: la disunione è da sempre un fattore deleterio, ma lo è ancora dì più quando si lavora su piccoli numeri. La cosa più assurda è che i Temi di confronto in se stessi non possono produrre conflittualità dal momento che l'obiettivo da perseguire e unico. Gli Irlandesisti lamentano !a differenza che si nota tra i cani da esposizione esteri e quelli italiani, e si sentono svantaggiati quando si trovano a competere sul ring, soprattutto fuori d'Italia. Mi sembra chiaro che il club dovrebbe prima lavorare per trovare un indirizzo univoco in sede nazionale, e solo dopo promuovere incontri a livello intenazionale, per cercare di risolvere un problema che in fondo, si può sintetizzare in un'unica domanda: vogliamo due razze distinte (lavoro - expo) o vogliamo che il setter irlandese sia un cane bello ma anche atto alla sua funzione, che è quella di andare a caccia? Questo obiettivo si potrà raggiungere .solo lavorando e discutendo fra gli appassionati, guardando unicamente all'interesse della razza. Non è raccontandoci nei salotti o sui giornali, quanto sono belli o bravi i nostri cani che si migliorano le razze, ma scendendo sui campi di prove o sui ring. Anche i gordonisti hanno a mio avviso, le solite esigenze e propongo le solite soluzioni. Sono pochi i punti da risolvere: il gordon è nato per svolgere una funzione in una determinata maniera; desideriamo cambiare il sistema di lavoro, e di conseguenza anche la morfologia, oppure no? Bisogna sedersi intorno ad un tavolo, stabilire le regole e poi metterle in pratica.

La quarta razza tutelata dalla SIS, il setter irlandese rosso e bianco, è ancora poco rappresentata in Italia; ci sono in tutto una ventina di soggetti, ma le qualità dimostrate da questi cani indicano che la razza sarebbe meritevole di un maggiore apprezzamento. L'unico Allevatore è la Sig.ra Mathis Fiorella, che ha compiuto in questi anni sforzi notevoli per portare i suoi soggetti all'attuale livello. In esposizione ha intatti ottenuto risultati lusinghieri, sia a livello nazionale che intenazionale, e, cosa maggiormente encomiabile, sono notevoli le qualifiche in lavoro

Ora non aggiungo altro, se non un cordiale saluto a tutti voi. auspicando al Consiglio che verrà eletto da questa assemblea di lavorare nell'armonia che si addice a chi.  come noi. ama gli ammali e la natura.

 Francesco Balducci