“Altamura: uno spazio su misura!” a cura dell’esperto giudice V. Ronchi

Se le case dei paesini di campagna fossero tinte di bianco e lungo la strada ci fossero cartelli coi tori neri andalusi: non ci sarebbe distinzione tra il panorama dell’immenso “trigo” spagnolo e la lussureggiante verde marea di grano pugliese. Immaginate se in questi luoghi fossero esposti cartelloni pubblicitari raffiguranti setter e pointer in azione: che spettacolo sarebbe!? Nella stessa data di questa manifestazione avevo un importantissimo appuntamento per un esame diagnostico che incoscientemente ho rinviato per presenziare a questo epocale evento che non mi pento di aver privilegiato. Osservando quelle smisurate distese dai finestrini dell’auto, pensavo al confronto con altri luoghi nel nostro stivale senza trovarne altri altrettanto adeguati. Mi è sembrato che la continuità degli spazi fosse addirittura maggiore rispetto alle recenti edizioni dei Derby scorsi. La Società italiana Setter è riuscita a centrare un obbiettivo che immagino possa divenire meta futura per altri appuntamenti della stessa portata. Una stranezza: l’esigua partecipazione dei pointer che immaginavo fosse più copiosa, visto il terreno a loro congeniale, oltre a mostrare in anticipo le loro credenziali per assicurarsi un posto in Coppa Europa sotto la mia supervisione. Va sottolineato che a nessuno è venuto in mente di confrontarsi con la Serbia e le sue “fate grigie” e questo i nostri amici serbi lo sanno perfettamente! Anzi, dovrebbero essere invitati a questi eventi per rassicurarli in proposito. Se non ci fosse la Serbia col suo paradiso cino/venatorio, probabilmente molti addestratori avrebbero cambiato mestiere. In Italia, ben che vada, potremmo organizzare alcune prove a Grande cerca, evitando di farci prendere a pedate dagli agricoltori che da sempre non vedono di buon occhio le nostre gratuite invasioni sui loro terreni. Figuriamoci se avessimo la pretesa di allenare i nostri atleti per giornate intere prima e dopo le prove. Altra cosa che mi preme sottolineare, è lo staff di Mimmo Pupillo e i suoi ragazzi; una nutrita squadra di giovani appassionati capaci di svolgere con entusiasmo un compito delicatissimo nel labirinto di quelle carraie, governando sapientemente selvaggina e risorse umane, permettendo un collegamento costante sui campi di prova nelle varie batterie, accompagnando passo passo giurie e concorrenti. Organizzare una prova a Grande cerca in Italia dopo oltre vent’anni, ha creato una risonanza mediatica importante, forse accolta con scetticismo nell’immaginario collettivo, prevedendo una pantomima dall’esito incerto: invece è riuscita perfettamente e tutti ne siamo soddisfatti testimoni! Chi mi conosce sa che non faccio sconti se noto gravi stonature organizzative, dunque nell’occasione mi è sembrato di ripercorrere i fasti degli anni 80 al Mezzano, quando il grande Luigi Consonni riusciva a mettere insieme tante risorse umane oltre alle autorità locali e, chi non c’era, attendeva di leggere le cronache sulle uniche fonti di informazione tipo “i Nostri Cani” e “Caccia e & Cani” a cura del compianto Popi Negri e il Gruppo cinofilo delle Groane. Non esisteva internet, tantomeno gli smartphone a rendere immediate immagini e filmati in diretta come accade oggi sui campi di prova. Quest’anno la mia presenza quale selezionatore della Nazionale italiana di Coppa Europa, aveva per me un sapore particolare che, purtroppo, il destino avverso mi ha privato di portare a termine causa la pandemia, e non solo, che ha travolto il nostro paese annullando prima il Derby e, di conseguenza, tutte le altre prove italiane a Nis Coppa europa compreso, vanificando la volontà di chi aveva scommesso su tutto questo. Concludo questa mia positiva esperienza pubblicando il risultato tecnico che ho condiviso serenamente coi colleghi Diego Pola e Claudio Lombardi.

I valori sul carnet rappresentavano buona parte dei migliori setter attuali e, le qualifiche, riassumono ciò che in campo si è visto. La prova si è svolta in condizioni ideali per ventilazione costante, vegetazione e terreno esemplare per tutti i turni.:

Torero del Sole di Lombardi. Ha fornito un lavoro perfetto mantenendo azione e concentrazione costanti con galoppo armonico pur lievemente sollevato. Ha realizzato due punti a margine di uliveti. Tipiche le prese di punto così come le accostate sollecite concluse correttamente.

Marzales JFK Bruni. Altro setter di sostanza, dotato di spiccata personalità. Prestazione pienamente nella nota espressa con movimento sostanzialmente corretto. Ha realizzato un punto con una attimo di indecisione immediatamente corretto in postura tipica concluso con accostata perfetta.

Natan di Bischi. Atro setter carismatico che ha fornito ancora una prestazione convincente aggiudicandosi un punto in apertura di turno in buona espressione. Una lieve flessione sul finale.

Ambrofellis Kalibù Bruni. Setter di azione ancor più che di qualità. Bene in nota si aggiudica punto di buona fattura correttamente risolto.

Oltre ai classificati ci ha impressionato Sibux di Valdichiana di Bischi in un lungo richiamo purtroppo senza fortuna.

Un arrivederci a presto nella speranza di ritrovarci ancora più numerosi con lo stesso spirito di aver ritrovato il piacere di rivedere i nostri atleti ad accarezzare il suolo tanto caro a chi ci ha trasmesso la passione per questa arte straordinaria condivisa tra uomo e cane.

 

“Grande Cerca made in Italy” a cura dell’esperto giudice R. Collodoro

Avete letto bene. Dopo oltre 20 anni la Grande Cerca è tornata in Italia. Martedi 24 e Mercoledi 25 febbraio si sono svolte nei terreni di Altamura e dintorni una prova di grande cerca speciale setter ed una speciale pointer. Tutto questo è stato possibile grazie alle 2 società specializzate ed all’ ENCI che hanno deciso in comune accordo di lanciarsi in questa sfida. Indispensabile il grandissimo lavoro di Mimmo Pupillo e del suo team in unione con le istituzioni territoriali. Organizzazione perfetta, ospitalità, cura dei minimi dettagli  per farsi trovare pronti ad un importante appuntamento per la cinofilia italiana. Terreni adatti a questo tipo di prova, immense distese spagnoleggianti di grano, buona presenza di starne dall’ ottimo comportamento hanno reso possibile delle Verifiche zootecniche di ottimo livello. A fronte del gradito invito della SIS, che ringrazio per la fiducia, io sono stato impegnato in giuria nella prima giornata. 4 batterie, più di 80 cani iscritti. Nella mia batteria, giudicata con i colleghi Balestra e Procaccini, un buon lotto di soggetti che ben si sono disimpegnati sui terreni pugliesi. Starne in quasi tutti i 10 turni, terreni uniformi per tutti, cosa non sempre scontata in questo tipo di prove. Accompagnatori con la A. Al termine 2 cani classificati: al primo ecc Block condotto da Baraghini ed al 2 ecc Apelles dell’ Admontes condotto da Targetti entrambi con buone prestazioni e 2 punti all’attivo. L’ ha spuntata block per una maggior qualità stilistica. Discorso a parte merita FURIO DELL’ ADMONTES condotto da Targetti che ha sfoderato una prestazione di altissimo livello coniugando una performance atletica ad aspetti qualitativi di primissimo ordine. Purtroppo la dea bendata non è stata dalla sua parte.

A mio parere queste 2 giornate possono essere un punto di partenza per il futuro. Cercare di avere alcune prove di grande cerca in terreno nostrano è un qualcosa da perseguire. Tutto è migliorabile, ma iniziare è essenziale. Sono certo che l’ ENCI e le nostre 2 società specializzate con l’aiuto dei ragazzi pugliesi potranno pianificare per l’avvenire delle ottime verifiche zootecniche. Riuscire ad incrementare le giornate, coinvolgere un maggior numero di “furgoni”, renderle più internazionali. Includere un wend in modo che tutti gli appassionati connazionali possano godersi lo spettacolo della grande cerca. Possano ammirare soggetti visti solo sui social o su riviste. Vedere in campo la professionalità, l’abilità dei tanti dresseur che si cimentano in questo tipo di prove senza doversi sobbarcare migliaia di km con costi e tempo annessi. Poter vivere in diretta il lavoro della classe giudicante con giurie internazionali. Insomma… vivere la grande cerca dal campo. Queste prove non devono essere viste come alternativa o essere in antitesi a quelle organizzate in altri Paesi. Da sempre ripeto che un gran cane deve emergere in ogni tipo di condizione, nei terreni di Spagna, Grecia, Serbia, Francia e perché no Italia. Con diverse tipologie di selvaggina, con diverse tipologie di colture, in stagioni diverse. Tutti uniti, ogni Paese con le proprie peculiarità, potremmo selezionare soggetti che andranno ad incrementare il già alto livello dei setter e dei pointer che si cimentano nella regina delle prove: la Grande Cerca made in Europe!.