Le Alpi, gli Appennini del nostro Paese, un cacciatore cinofilo, zaino in spalla, doppietta a tracolla e un gradevole setter che risalgono il fianco del monte che porta alla vetta, questa immagine è la nostra essenza.

La caccia è madre delle prove di lavoro e I nostri Setter devono saper svolgere la funzione per la quale son stati creati e in prova attenersi alla Nota, essi devono esaltare ed esprimere lo Stile tipico, palesando la loro psiche e le loro potenzialità, non solo per quanto concerne la meccanica (che è dettata sicuramente da una ideale e armoniosa costruzione) ma anche a contatto con l’emanazione del selvatico, dimostrando di saper Filare, Fermare Espressivamente, Accostare o Guidare, servendoci il selvatico a tiro utile di fucile ai fini del Rendimento. Perché solo quando lo Stile si fonde col Rendimento, la caccia diventa Arte.

Il cane Specialista deve riflettere la sua intelligenza e sagacia attraverso il metodo, ovvero egli utilizzerà il metodo di cerca più adatto conciliando tre fattori fondamentali: la tipologia dell’habitat, il vento e la qualità dell’emanazione, questo secondo l’andatura tipica della razza con la necessità di esaminare con giudiziosa diligenza i luoghi più probabili di pastura o rifugio di quel determinato selvatico per il quale viene specializzato.

La prova Specialistica di Montagna vuole un soggetto di mestiere che svolge il suo lavoro con qualità naturali che ben rappresentano lo standard di razza d’appartenenza.

In montagna i selvatici non sono facili da approcciare ed hanno efficaci sistemi difensivi, così che rendono completa e attendibile la verifica di quelle peculiarità desiderabili ai fini dell’utilità venatoria e della Selezione.

Il setter che caccia in Montagna è alla base un buon e proficuo setter di valide attitudini ovvero un soggetto che ha tutte le carte in regola per emergere con disinvoltura a 1500 metri di quota così come in pianura, conducendoci alla ricerca e l’incontro con qualsiasi tipo di selvatico presente sul territorio italiano che si confá all’utilizzo del cane da ferma. Cosa allora lo contraddistingue lassù, dove l’aria è più rarefatta e le stelle alpine costellano le praterie? La tempra e il fondo, ovvero la resistenza emotiva e quella fisica nel continuare senza demordere, con avidità e coraggio il suo lavoro mantenendo lucidità, prontezza di riflessi e ritmo costanti, per osare di più e per arrivare finalmente a ottenere e concludere, nel suo habitat d’elezione, un capo di fauna tipica alpina.

La sera antecedente il Campionato per delegazioni eravamo a cena al rifugio “Stube”, in compagnia dei componenti dell’organizzazione, conduttori e colleghi giudici, eravamo stanchi ma sereni e proprio in procinto di fare un brindisi di buon auspicio al Campionato; là fuori l’aria si è come elettrizzata, cominciano i rombi dei tuoni e di lí a poco scese copiosamente la grandine, eravamo increduli, dalla montagna fiumi d’acqua colavano da ogni anfratto del terreno, giurie e conduttori si guardavano sfiduciati sulla reale impossibilità l’indomani di affrontare l’ascesa con successo.

Al rientro sporgendosi dalle finestre dell’albergo, lassù durante la notte; la nebbia e le luci dei lampi avvolgevano il Passo Crocedomini, un funesto pensiero ronzava nelle nostre menti e Noi dovevano essere lì per il Nostro Campionato per i Nostri setter.

Fù così che ci addormentammo, un po’ tristi e stanchi del giorno dedicato al Saladini che non ha regalato molti incontri e ci immaginavamo una sorte ben più deludente l’indomani, ma qualcosa mi sussurrava dalla mia esperienza di caccia in quota: “la montagna non regala nulla se non te la meriti, amala sempre anche quando ti sfinisce e ti ripagherà”.

Ore 5:00 all’appello c’erano 4 batterie, coordinate dall’organizzazione impeccabile del giovane presidente Stefano Guerrini e il suo Staff;

Batteria 1 giuria Pacioni Sandro, Fabricotti Maurizio

Batteria 2 giuria Francesco Lapini  Rossi Fabio, Fernando Calabretta

Batteria 3 giuria Lavacchielli Amedeo, Roberto Bottino, Daniele Gaddini

Batteria 4 Ricciardi Davide, Marco Rigatelli.

Tutto pronto, si sale in quota.

La mia batteria era la “4 Alpe Vaia” ed eravamo scortati dai nostri bravi e appassionati assistenti Costanzo, Nino Dancelli, Linda Favagrossa e tutta la comitiva di Conduttori Alpini.

Mentre i pick up ci portavano al dì sopra dei 1900 metri scrutavamo l’asperità dei terreni, impervi e in forte declivio ma vocati all’habitat di galli forcelli e Coturnici.

Mentre la carovana attraversava i pascoli, apparve evidente che mancava poco all’inizio del diluvio e i malgari che si affrettavano a mungere le vacche ci guardavano con un mezzo sorriso di compassione “ma chi gli e lo fá fare a questi”.

Sì inizia, affrontiamo un terreno vicino alla malga dove conoscevamo la sua identità il giorno prima, purtroppo a metà turni niente da fare oggi nessun frutto da cogliere, ci spostiamo tagliando trasversalmente la montagna, comincia a piovere forte, la nebbia è più fitta, le persone cominciano ad avere freddo e bagnarsi, i cani si scrollano l’acqua di dosso siamo quasi a fine turni, ancora niente da fare, in fine l’ ultimo turno si concluse in una zona pericolosa e di forte declivio, impossibile da affrontare in sicurezza, si ritorna indietro lungo il sentiero.

Arriviamo al punto di ritrovo con la comitiva, avevamo un completamento e due cani al richiamo: <<che si fá ?>> ci chiedono i concorrenti, ci guardiamo perplessi con il mio collega Marco poi interrogo la guida e chiedo se attraversando il fondo valle e il torrente nella spalla di fronte esposta a Sud possiamo andare, <<potete ma qui ora viene giù il finimondo>> ci penso e ci ripenso e infine mi avvicino ai conduttori e dico ai nostri Setterman Alpini, <<signori siamo già bagnati fradici, oggi è il Nostro Campionato, qui c’è l’elite della nostra cinofilia Alpina noi non molliamo, andiamo lá e proviamo o per lo meno tentiamo, nella Caccia Vera a casa non si torna alle 10!>> Così col benestare di tutti ci portiamo la mantellina sopra il capo e discendemmo nuovamente.

Una buona mezz’ora per arrivare a destinazione per sciogliere i cani: vento molto forte, pioggia tesa, eppure in poco tempo contro ogni pronostico come dice una famosa pubblicità, “sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta!”.

Due magnifici maschi di gallo forcello uno nel completamento l’altro nel richiamo proficuamente lavorati e conclusi a tiro utile di fucile rispettivamente dal Tissot di Giacomo Giorgi e il Back di Roberto Fiorona hanno concretizzato e onorato la nostra classifica, donandoci il sorriso nonchè la gioia.

Siamo risaliti felici, uniti e trionfanti alla malga, c’era il camino acceso e tra la luce fioca ci guardavamo in silenzio con approvazione mentre ci veniva offerto del formaggio e del vino come brindisi, oggi è stata una giornata da ricordare.

Una dedica ai conduttori in prova su selvaggina di montagna: “Al guinzaglio di un Grande Cacciatore Cinofilo c’è sempre un altrettanto valido Ausiliare”

Sono loro che conoscono l’autenticitá della Caccia in zona Alpi e sanno cosa vuol dire la fatica, i cappotti, i sacrifici, la speranza ma sanno anche cosa vuol dire discendere la montagna con all’interno dello zaino un capo di tipica fauna alpina perché grande è la soddisfazione. Questo per un Setterman e Sportsman ha valore solo se conquistato con il lavoro magistrale di un gradevole cane da ferma che ha dimostrato elevate capacità e qualità, a tal ragione le prove specialistiche sono da considerarsi la sublimazione della Caccia quella Vera.

Congratulazioni alla squadra vincitrice, Sondrio 2, ed al miglior maschio Full, cond. Salvi Oliviero.

Grazie di cuore a coloro che hanno reso possibile questo importante evento:

Presidente ENCI Dino Muto

Presidente Società Italiana Setter Paolo Gulinelli, al Vice-presidente Sandro Pacioni e Vice-presidente Oliviano Nobile,

a tutti i membri del Consiglio.

Complimenti alla Sis di Brescia per la superba organizzazione e al Presidente Stefano Guerrini.

Un caloroso in bocca al lupo a tutti Voi e ai Vostri Setter Specialisti da Montagna.

Comunicato n. 23 del 22 agosto 2020

Si comunica che il termine ultimo per l’iscrizione delle squadre al campionato per delegazioni di montagna che si svolgerà in data 29 agosto 2020 in Val Camonica, è stato posticipato a lunedì 24 agosto, ore 14.00.

L’ufficio stampa resta a disposizione per eventuali delucidazioni.

 

UFFICIO STAMPA

Società Italiana Setters

Esperto giudice Sandro Pacioni

Esperto giudice Nando Calabretta

Esperto giudice Fabio Rossi

Esperto giudice Davide Ricciardi

Esperto giudice Giuseppe Fabricotti

Esperto giudice Marco Rigatelli

Esperto giudice Amedeo Lavachielli

Esperto giudice Massimo Solbiati

Esperto giudice Roberto Bottino

Esperto giudice Francesco Lapini

Esperto giudice Roberto Collodoro

Esperto giudice Daniele Gaddini

 

Raduno

Esperto giudice Ivo Geminiani

 

Comunicato n. 21 del 4 agosto 2020

La Societa’ Italiana Setters in questi ultimi due giorni si e’ adoperata per risolvere la concomitanza del proprio campionato per delegazioni su selvaggina di montagna del 30/08/2020 con la prova del Saladini Pilastri Col Visentin organizzata dal gruppo cinofilo bellunese. Annunciamo, con soddisfazione, che insieme al gruppo cinofilo bresciano e’ stata trovata una soluzione nell’interesse dei nostri setter, dei conduttori, dei proprietari e degli allevatori. Il campionato per delegazioni si terra’ in data 29/08/2020, organizzato dal gruppo cinofilo bresciano in collaborazione con la nostra delegazione di Brescia. Ringraziamo il presidente Umberto Saletti ed il consiglio del gruppo cinofilo bresciano, il presidente Stefano Guerrini e il consiglio della delegazione sis di Brescia che hanno consentito di arrivare alla soluzione della concomitanza fra le due manifestazioni.

Quando si persegue e prevale l’interesse comune le soluzioni si trovano!! La Societa’ Italiana Setters dimostra ancora una volta di perseguire la via della collaborazione e della ricerca dei mille motivi di unione piuttosto che dei rari motivi di sterile polemica e divisione. Crediamo fermamente nel colloquio civile, sopratutto nelle corrette contrapposizioni, ed ancora una volta abbiamo dimostrato di non avere interessi di parte ma solo ed esclusivamente interessi generali nel bene della cinofilia e delle razze che siamo chiamati a tutelare per compito istituzionale e, sopra ogni cosa, per volonta’ dei nostri soci che ci hanno democraticamente eletto.

 

INTERVISTA A MATTEO RIZZINI

  1. PERCHÉ SETTER INGLESE?

La montagna, il bosco, le rocce, mi hanno sempre appassionato quindi questa razza ha solo completato il mio mondo.

Il setter inglese spicca per la sua dote migliore: la caccia ed è stato proprio questo che ha suscitato in me un forte interesse. Resto affascinato ogni volta che lo vedo correre nelle montagne, tra le rocce, cercando il vento che porti quella minima emanazione che lo porterà sul selvatico per poi fermarlo e concludere l’azione nel migliore dei modi.

  1. RACCONTACI I TUOI ALBORI

Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per la caccia, tramandata in famiglia. Già alla scuola primaria non vedevo l’ora arrivasse il fine settimana per poter andare con il nonno e mio papà al capanno di caccia. Ricordo quando la sera preparavo i vestiti e il fucile giocattolo accanto a quelli di mio papà, il posizionamento dei richiami, il profumo del caffè sulla stufa e finalmente all’alba i primi spari.

Fino alla mia prima licenza la mia caccia è stata questa. Giunta l’indipendenza ho capito che questa tipologia di caccia non era soddisfacente per me, mi mancavano le lunghe camminate in montagne e quell’intesa che si può avere con il proprio cane.

All’età di 19 anni decisi di cambiare caccia, acquistai un Bretton e da solo con lui ho iniziato questa avventura. Impegno e costanza mi hanno subito premiato, ottenendo i primi risultati. Vedendo altri cacciatori capii che mi mancava un cane che andasse a cercare in        “quel posto”, nel momento giusto, senza fare passi inutili dato che la montagna è un luogo difficile.

Queste caratteristiche le ritrovai in KIRA, il primo setter che ho acquistato dell’allevamento “del Monte Guglielmo”. Insieme imparammo a cacciare beccacce e selvaggina tipica di monte. Negli anni successivi ho deciso di farla accoppiare con ARNO, un setter di un amico, nipote di Arno dei pianigiani, da cui sono rimasto particolarmente colpito per la sua facilità nel reperire selvaggina di qualsiasi tipo in vari ambienti.

Da questo accoppiamento sono nati 4 cuccioli: 2 maschi e 2 femmine. Essendo la mia prima cucciolata decisi di tenerli tutti per selezionare al meglio. Una delle due femmine, ZEA, durante un’uscita a cotorne, presa dall’enfasi del frullo, fece quel passo in più che la portò a precipitare da una parete di rocce. L’altra femmina, DIANA, e uno dei due maschi SIMON si dimostrarono sin da subito ottimi soggetti per il nostro tipo di caccia. Fortunatamente ho avuto la possibilità di portarli a molti censimenti e a caccia su vari tipi di selvaggina e non hanno mai riscontrato difficoltà anche nei terreni più impervi.

DIANA, una cagna che mi ha fatto veramente innamorare di questa razza, con lei ho cacciato: beccacce, galli forcelli, galli cedroni, cotorne e pernici bianche dandomi immense soddisfazioni.

Quattro anni fa decisi di far accoppiare DIANA con ARGO, il setter di un amico, grande cacciatore con un fondo incredibile e un fisico instancabile. Per avere delle buone basi e portare avanti una linea di cani che rispecchino i miei ideali, ho voluto fare i controlli delle displasie di anca e gomito e dell’occlusione dentale di entrambi i soggetti. Sincerato che le basi fossero ottime l’accoppiamento è stato fatto.

Da questa cucciolata sono nati 9 cuccioli: 5 femmine e 4 maschi. Io decisi di tenerne due, un maschio CASTER e una femmina CUBA. Il resto della cucciolata l’ho dato ad amici appassionati e fidati, certo che avessero fatto esaltare le migliori doti dei cani. Ad oggi sono soddisfatto della scelta fatta in quanto tutta la cucciolata ha dato ottimi risultati.

Lo scorso anno ho fatto accoppiare DIANA con un altro setter, grande cacciatore, scelto personalmente dopo averlo visto più volte a caccia su vari tipi di selvaggina.

 

  1. LA CACCIA è UNA COSTANTE DELLA TUA VITA: QUALE RELAZIONE CON LA CINOFILIA.

La grande passione che nutro nei confronti della caccia alla selvaggina di montagna e al setter inglese da poco mi ha fatto avvicinare, in punta di piedi, alle prove di montagna (Trofeo Montagne Bresciane e Saladini e Pilastri).

In queste occasioni ho potuto vedere grandi cani, conoscere persone veterane del settore ed esperti giudici dai quali sto imparando molto e stanno nascendo vere amicizie.

Le prove come la caccia praticata sono un buon metodo di selezione per trovare cani che svolgano al meglio le esigenze di noi cacciatori.

Da quest’anno sono diventato un membro della SIS Brescia e con onore e fiducia sono stato nominato selezionatore per le prove di montagna e beccacce.

 

  1. TROFEO SALADINI E PILASTRI E INTENZIONI FUTURE

Quest’anno ho voluto provare questa nuova esperienza partecipando ad alcune prove del trofeo per avere prova concreta del lavoro svolto con i miei cani. Purtroppo per motivi lavorativi e una trasferta di caccia in Svezia sono riuscito a partecipare a solo 7 prove. Ho presentato Cuba, una giovane cagna, dalla quale ho avuto enormi soddisfazioni e grandi conferme.

La mia intenzione è di presentare altri soggetti nei prossimi anni, qualcosa di buono già c’è ed ora devo continuare ad impegnarmi, anche facendo grandi sacrifici per avere cani che possano competere con i cani di alto livello presentati in questo trofeo.

 

  1. SOGGETTI SIGNIFICATIVI

Essendo pochi anni che sono in questo mondo di soggetti veramente significativi ne ho avuti due: DIANA e CUBA, mamma e figlia entrambe allevate, cresciute e portate a caccia da me.

Grandissime cacciatrici, con senso del selvatico, fondo e mentalità, molto obbedienti e intelligenti.

CUBA in particolare, nonostante la sua giovane età, è stata la cagna che mi ha fatto avvicinare alle prove, data la sua facilità di addestramento e la sua capacità di distinguere, senza alcuna esitazione, una giornata di prove da una giornata di caccia.

  1. RISCHI E VANTAGGI DI UTILIZZARE IL SETTER DA CACCIA NELLE PROVE DI MONTAGNA

I vantaggi di partecipare alle prove di montagna con un setter cacciatore sono molteplici: la capacità di affrontare terreni difficili nel modo giusto cercando il selvatico anche in situazioni di vento a sfavore e saper individuare il posto più idoneo per trovare l’animale in ogni condizione climatica, risparmiando energia, cosa fondamentale nella caccia in montagna.

Secondo me il possibile rischio è che il cane cacciatore abbia delle sfumature e degli istinti che nelle prove possono penalizzarlo.

 

  1. CONVOCAZIONE ALL’EUROPEO

Inaspettatamente, con tanto orgoglio, Cuba è stata selezionata da Matteo Toniato per far parte della squadra che correrà per l’Italia nel campionato europeo 2019 in Grecia.  Al momento della convocazione non ero presente ma sono stato puntualmente avvisato da molti messaggi di amici.

La convocazione era già una grande vittoria condivisa con la convocazione di charas di Matteo Borghi con il quale abbiamo affrontato l’intero viaggio.

La Grecia ci ha accolto con bellissimi posti caratterizzati però da terreni durissimi, coperti di spine, caldo torrido e completa assenza di acqua. Nonostante tutto i nostri cani hanno fatto la differenza svolgendo turni esemplari che purtroppo non hanno portato i risultati sperati.

Oltre alla squadra si è creato un ottimo gruppo di amici che hanno condiviso tre ottime giornate tra prove, cene e qualche birretta.

 

INTEVISTA A MATTEO BORGHI

1.Perché setter inglese?

È la razza con cui ho condiviso le mie prime esperienze è mi è entrata subito nel cuore. Del setter inglese amo la generosità, la mentalità, il coraggio, la duttilità e la buona capacità di addestramento. Tutto questo, unito al suo modo di interpretare il vento, all’ armonia e all’eleganza dell’azione sono le qualità che mi hanno portato a preferire questa razza.

2.I tuoi albori.

La mia passione nasce attraverso i cani e si sviluppa in famiglia. Ho avuto modo sin da subito di approcciare sia con l’attività venatoria che con la cinofilia. L’esordio nelle prove avviene con Franzini Idò, di proprietà dell’amico Fabrizio Zoppellaro. Con Idò inizio a frequentare qualche prova di caccia a starne e le selettive prove di caccia pratica ottenendo buoni risultati. Nel frattempo arriva a casa Brukne Amuras, detta Desy, pointer ceduta da Garanzini Fabio a mio fratello Raffaele, compagno di caccia e complice di questa passione. Preparata e condotta da entrambi, Desy arriva al titolo di campione italiano di lavoro.  Dalla cucciolata di Franzini Idò X Ary (una figlia di Ras di Pensa) arriva Charas. Con lei si sviluppa il mio percorso di cacciatore di tipica alpina, con lei passo giornate a cercar selvaggina su i monti e con lei esordisco nelle prove specialistiche. Il resto è storia recente.

3.La caccia è una costante della tua vita: quale relazione con la cinofilia.

La caccia è parte integrante della mia vita e quando va fondersi con l’altra mia grande passione, la montagna, forma un connubio di alto valore. Prediligo la caccia alla tipica alpina: le emozioni che provo vedendo in azione i cani alla ricerca di galli, coturnici e bianche sono inappagabili e difficilmente paragonabili a quelle che si provano nel bosco cercando beccacce. A Caccia, in montagna, ci vai e giochi una partita con animali e ambiente. Credo che quello che mi ha spinto a fare cinofilia è la stessa cosa che anima le giornate di caccia: uno sano spirito di confronto. Il confronto, che è alla base della selezione zootecnica, scopo principale della cinofilia, per me è stimolante perché mi da modo di ampliare le mie conoscenze e di porre dei nuovi obiettivi.

4.Trofeo saladini pilastri e intenzioni future

Avevo presentato sporadicamente Charas nelle prove primaverili a beccacce, a qualche tappa del Saladini delle precedenti edizioni e nelle bellissime primaverili su coturnici ed in entrambe le note, sebbene le poche apparizioni, si era messa in luce con prestazioni di rilievo. Nella primavera del 2019 si conquista un 1 ECC su coturnici al Monte Guglielmo (BS) che mi fa considerare la partecipazione al trofeo con lo scopo di valorizzare il soggetto. Pur non avendo preso parte a tutte le prove del Saladini sono soddisfatto di come ha risposto Charas: più volte al richiamo e 1ECC a Vittorio Veneto con un bel punto su coturnici, in una tappa che ha un fascino particolare. Insieme a Charas ho presentato la pointer Ami di mio fratello Raffaele, più volte al richiamo ma finisce senza risultati. Per il futuro c’è qualche giovane che ora, a caccia, deve darmi prova delle sue doti ed in questo momento è prematuro sbilanciarsi. Resta la volontà di continuo miglioramento e confronto partecipando con i soggetti alle prove di selezione.

5.Rischi e vantaggi di utilizzare setter da caccia nelle prove di montagna

La caccia è fondamentale, la caccia fa selezione. Per un cane la caccia è il banco di scuola che permette di sviluppare le sue attitudini. Un soggetto durante la caccia prende la misura sul selvatico e il suo comportamento, sul territorio e le relative condizioni ambientali in cui è impegnato. Il bagaglio di esperienza acquisito, permette al cane di affrontare le diverse situazioni che si offrono e di non farsi trovare impreparato agli sganci. Credo che non ci siano rischi effettivi nell’utilizzare  gli stessi cani a caccia e in prova qualora il dressaggio non influisca troppo sulle prestazioni e il soggetto venga pulito, rifinito, in alcune fasi che  a caccia sono tollerate. Può essere che durante le prove le azioni maestose che siamo abituati a vedere durante le nostre giornate di caccia vengano troncate per diversi fattori non lasciando così modo al cane di esprimersi pienamente, e probabilmente qui l’unica che va a perderci è la selezione.

6.Convocazione europeo

La convocazione a far parte della rappresentativa setter arriva inaspettatamente. Ringrazio il selezionatore Matteo Toniato per la fiducia accordataci e per averci dato questa possibilità. Ho condiviso questa gioia con l’amico Matteo Rizzini, compagno di trasferta, chiamato a partecipare con la sua Cuba e con mio fratello Raffaele, partecipante con Ami per la squadra pointer. La Grecia ci accoglie con terreni insidiosi e condizioni di caldo torrido. Nonostante ciò i cani della compagine italiana rispondono bene. Charas va entrambe le giornate al richiamo, ma una coppia di coturnici involate a lato la manda fuori. Ricorderò la tensione palpabile di quel richiamo allo stremo e la faccia di Toniato nel finale, incredulo e dispiaciuto. Bellissimo il clima di unità tra i partecipanti delle nostre squadre setter e pointer sia durante le prove che al di fuori dei concorsi.

 

Il 21 settembre a Bagni di Rabbi, Trento, si è tenuto il campionato italiano per delegazioni S.I.S. nella nota di “caccia su selvaggina d’alta montagna”. Organizzazione curata dalla delegazione S.I.S. Trentino Alto Adige, dalla Riserva di caccia Rabbi in collaborazione con l’associazione beccacciai trentini. Ci si ritrova “in valle” al venerdì sera e mi appare subito chiaro quanto l’organizzazione sia efficiente e ben “oliata”: non potrebbe essere diversamente, con piu’ di novanta cani a catalogo! Giorgio Frisinghelli è il “Deus ex machina” della manifestazione, ma nulla potrebbe senza l’appoggio fattivo di un numerosissimo gruppo di collaboratori in segreteria, ad accompagnare le batterie e, nei giorni precedenti, a censire la selvaggina sui terreni della prova. E’ evidente che questa “squadra”, fra cui ho notato con piacere molti giovani, oltre ad essere competente ed appassionata, deve essere legata pure da un sincero sentimento d’amicizia, per poter operare con l’efficace sinergia mostrata.  Da “esterno” alla S.I.S, mi ha pure favorevolmente colpito la presenza, fin dalla cena del venerdì e per tutta la giornata del sabato, del neo presidente Paolo Gulinelli: persona seria, competente, innamorata della cinofilia e del setter: conosciuta la persona, e leggendo l’intervista rilasciata alla “Gazzetta della cinofilia” nel numero di ottobre, mi sono convinto che gli obiettivi che si è posto nel suo mandato saranno realizzati per migliorare non solo il setter, ma pure tutto il movimento.

Veniamo alla prova. Quando Giorgio Frisinghelli, conosciuto in primavera in occasione di una manifestazione dedicata ai setters, mi propone come giudice, accetto con entusiasmo e curiosità, pur essendo per me assoluta novità questa nota di concorso. Mi “tiene a battesimo” il collega Fabio Rossi, la nostra è la quarta batteria, dodici le coppie. Si parte assai presto, il torrente Rabbies ci accompagna nel primo tratto, poi ci si inerpica su sentiero sterrato raggiungendo in breve i 1900 metri. Si scende dal quattro x quattro, l’aria è “corroborante”, una nebbia piuttosto fitta nasconde, ma solo per

 

 

poco, lo scenario del Parco dello Stelvio. Si cammina ancora una decina di minuti, poi il primo sgancio…la concentrazione è massima, si seguono i campani, si cammina in equilibrio, spesso con difficoltà, fra i cespugli di rododendro; qualche scivolata…ci si rialza, qualche corsa a vuoto, ci si riposa un po’ stilando la relazione. Poi si riprende, un campano tace, il conduttore chiama la ferma del suo cane…è dalla mia parte, corro seguendo le indicazioni dell’accompagnatore Mirko e del conduttore, in certi punti arranco, ma finalmente arrivo a vedere il setter fermo ormai da qualche minuto su una roccia. All’arrivo del conduttore accosta brevemente, poi il fragoroso involo di un maschio di forcello che lascia una nera scia con macchie bianche a pochi metri dal suolo. Ormai sono stregato…Di forcelli ne vedremo ancora parecchi, una decina, molti i cani che si mostrano all’altezza della nota, quattro in classifica: 1° ECC Aragon di Lorenzetti 2° ECC Full di Salvi  3° MB Regina di Lorenzetti  MB Quercia di Vezzani. Grazie a tutti i conduttori, agli organizzatori, ai colleghi, in particolare a Fabio che ha saputo ben indirizzarmi in questa forte esperienza. Alla prossima. Marco Rigatelli

 

 

PERCHE’ SETTER INGLESE.

Dal lontano 1972 al 1975 acquistai dal Cavaliere Isai Bramani ( Del Brembo) 4 femmine Gidra, Clora, Pitty e Bandiera del Brembo che furono usate esclusivamente per la caccia in alta montagna.  Cacciavano bianche,cotorne e qualche forcello, le beccacce a quei tempi non sapevo nemmeno esistessero.

Erano grandissime cacciatrici di grande passione e venaticità fondo e grande senso del selvatico, intelligenza, ferma e consenso solidissimi, grande recuperatrici, molto utile e indispensabile in montagna, tanta la voglia di soffrire.

Nel 1978 ritirai da un privato un figlio del celebre Ch.R. Lem del Resegone x Kira, di nome Dum.

In montagna il galoppo radente è molto ma molto difficile esibirlo, per portare a buon livelli un cane sulla difficile selvaggina di montagna sono richiesti grandi sacrifici e notevole impegno, per ottenere quando ti va bene buoni risultati.

Il grande cane da montagna deve possedere un grande iniziativa nell’esplorare tutte le zone buone, risparmiando passi al cacciatore, deve essere di ottimo collegamento, senso del selvatico e resistenza alla sete e al freddo, ferma solidissima e guidata fluida e decisa. In tantissime occasioni, prima di arrivare sul cane fermo, ci si mette del tempo, il cane in montana  non può battere il terreno in modo metodico e uniforme  come in pianura, deve sapersi inventare le traiettorie ideali e meno pericolose per reperire il selvatico con minor dispendio di energie.

Setter inglese sempre nel cuore , sia in montagna, nel bosco  e in terreni d’erba medica.

 

RACCONTACI I TUOI ALBORI.

Classe 1950, cacciatore fin da giovanissimo, figlio e nipote di cacciatori di monte.

La mia prima licenza l’ho conseguita a 18 anni; prima di allora( con le braghe corte ) seguivo i miei maestri in silenzio e con lo zaino sulle spalle, ricordo giornate di caccia memorabili, tanta selvaggina nello zaino,anche con ausiliari mediocri, loro scovavano e noi si sparava, carnieri  che oggi sarebbe impossibile realizzare, sia per le attuali leggi che per la nostra maturata  mentalità di rispetto verso questa nobilissima selvaggina.

 

LA CACCIA E’ UNA COSTANTE DELLA TUA VITA: QUALE RELAZIONE CON LA CINOFILIA.

La mia grande passione mai sopita, Cuturnici e pernici bianche ( Osei del Signur ) i bellissimi uccelli di nostro Signore, cacciarli in quei posti  lunari e paradisiaci a quota 3000 è difficile poi dimenticarteli per tutta la vita.

Timidamente mi avvicinai alle prove montanare nel lontano 1977 a Foppolo, in provincia di Bergamo; con quelle che si disputavano in Svizzera (TI), al tempo si trattava delle uniche che si correvano parallelamente alle prove dei bellissimi contrafforti D’Abruzzo, sulla Maiella, Il Velino e Sirente.

Ho conosciuto tantissimi amici, sia Esperti Giudici che sportivi concorrenti  di grosso spessore umano e cinofilo, dai quali ho ricevuto tantissimi1 insegnamenti, il primo: l’umiltà.

Le prove ti prendono e difficilmente riesci a farne a meno, sono come una droga: ci sono momenti in cui si vorrebbe smettere, ma poi si continua a partecipare con la solita caparbietà, anche se i risultati non sono sempre lusinghieri. Le prove le frequento volentieri anche per le belle amicizie che nascono e per vedere al lavoro nuovi interessanti  soggetti per un leale confronto sul campo.

Tra le prove di montagna che più amo e frequento attualmente ci sono: Il Saladini Pilastri e il nostro Montagne Bresciane, non disdegnando il Trofeo Gramignani, con qualche apparizione in prove primaverili.

Penso che l’obiettivo delle prove sia valutare pregi e difetti di ciascun soggetto e valorizzare i cani che potranno essere utilizzati poi come riproduttori di futuri cani da caccia.

La montagna resta e resterà sempre un terribile banco di prova: queste manifestazioni altamente specialistiche devono essere e rimanere l’immagine della caccia vera.

 

TROFEO SALADINI PILASTRI: QUALE HA LASCIATO IL SEGNO

Sono tantissimi anni che partecipo con i miei Setter al  Trofeo Saladini Pilastri.

Iniziai negli anni 80 con il Setter Ch.R. Zico di Crocedomini con buoni risultati, era un soggetto di ottime prestazioni montanare, usato come tutti i miei cani a caccia durante la stagione venatoria in montagna, purtroppo era troppo indipendente e poco corretto al frullo, ottenne più C.Q.N che Eccellenti, si affermò con un CACIT a cotorne sul Monte Gugliemo (BS). Fu soggetto importante per il mio allevamento, un vero cuturnat.

Nel 1999  l’amico Giuseppe Breda vinse il trofeo Saladini con Volo di Crocedomini.

Presentai con buoni risultati il Gian di Crocedomini, ottimo figlio del Ch. Pirso di Crocedomini, che persi prematuramente per un incidente durante una giornata a bianche a soli 4 anni.

Erano gli anni  che dominava il grande montanaro Po’ dell’amico Piero Cossali, figlio di Volo di Crocedomini.

Negli anni 2000 continuai a partecipare con Orfeo di Crocedomini, ottimo cacciatore e buon montanaro, si fece notare in prove per sua  la positività e qualità di razza, con risultati di rilievo, tra cui diversi Eccellenti e un  CAC a cotorne.

Nel 2009 con la Setter Eva di Crocedomini e Orfeo di Crocedomini vinsi il Trofeo Saladini come miglor femmina e come miglior Allevamento.

Nel 2011 il  “botto” con la Eva di Crocedomini, vinco tutto quello che si poteva vincere: Trofeo Saladini Pilastri  –  Trofeo Rosa Gallo –  Miglior femmina – Miglior Allevamento con due femmine, Eva e Alice di Crocedomini – e il Ch. Di Lavoro x Eva. I 5 Titoli.

Attualmente con ottimi risultati si continua con la  Ripr. Sel. Zeta di Crocedomini e il  Ch. .L. Tissot, selezionato al Campionato Europeo setter in montagna 2018 in Ticino  (CH ) dal selezionatore, l’esperto Giudice Edoardo Della Bella.

 

I SOGGETTI PIU’ SIGNIFICATIVI

Naturalmente il  primo Setter con Affisso, il  Ch.L.R.E. Freedom di Crocedomini, poi Ala di Crocedomini, Ch. Pirso di Crocedomini, Ch. Zico di Crocedomini, Gip di Crocedomini, Ch. Mea di Crocedomini, Gian di Crocedomini,Orfeo di Crocedomini, Ch. Eva di Crocedomini, Alice di Crocedomini, Hill di Crocedomini, il grande cacciatore e riproduttore Ch. Gion di Crocedomini, e gli attuali  Ripr. Sel. Zeta di Crocedomini e Ch. L. Ripr. Sel. Tissot.

Tissot, nato in casa dell’amico Alessandro Bassignana, ricevuto quale compenso di diritto di monta a 60gg., l’ho allevato con cura, portato a caccia e addestrato personalmente, attualmente posso affermare che  in 40 anni di Setter , è il migliore cane in assoluto da me posseduto, per la grande intelligenza, duttilità di addestramento e gran cacciatore generico,

 

COME VALUTI L’EVOLUZIONE CHE LE PROVE DI MONTAGNA HANNO AVUTO NEGLI ANNI

La mia valutazione sulle prove montanare attuali è più che positiva, attualmente vedo soggetti  di ottimo livello che partecipano, sia morfologico che di qualità stilistiche, molto migliorate dai primi anni in cui partecipavo e ben condotti, nonostante tutte le difficoltà che si  incontrano per preparare un Setter a queste belle importanti prove specialistiche e posso affermare che è stato fatto un buon lavoro, inoltre  vedo con piacere diversi giovani appassionati aggiungersi alla oramai vecchia schiera di noi conduttori avanti con gli anni, questo mi fa molto piacere.

 

QUALI I RISCHI E QUALI I VANTAGGI

Per le nostre prove specialistiche i rischi son quelli di non sottovalutare mai il grande Setter cacciatore, partecipando con soggetti  idonei, veri cacciatori e non corridori, più attenzione al metodo di cerca, ricercando anche qualità di razza, nella presa di punto, nella postura di ferma e nella  guidata, non guardare il  guinzaglio di chi conduce, ma il soggetto al vaglio di giudizio, dato che molti giovani concorrenti si lamentano di questo fatto.

Sul numero delle squadre delle Delegazioni, io opterei per una  sola squadra composta da 7 cani selezionati in base a risultati ottenuti in queste prove, e non due/tre squadre per Delegazione

I vantaggi li abbiamo visti in questo ultimo Campionato per Delegazioni 2019, con  una grandissima partecipazione, questo vuol dire che la nostra razza  Setter è molto amata e apprezzata anche dai tanti cacciatori montanari.