Il “Campione Sociale Classico”, un titolo che mancava e che va a completare gli attuali Campioni Sociali, trae origine da una riflessione adeguata ai tempi, in rapporto all’evoluzione selettiva/venatoria. Il Consiglio Direttivo della S.I.S. intende concentrare l’attenzione dei propri Soci su quei setter che dimostrino eccelse qualità venatorie ed al contempo esprimano le migliori qualità di razza ed addestrabilità ai fini di una evoluzione genetico-funzionale tesa al miglioramento delle qualità naturali e strutturali delle razze da noi tutelate.

Il titolo di Campione Sociale Classico è stato omologato dall’Enci, su richiesta della S.I.S. e quindi valido per le sole razze setter.

Un titolo estremamente arduo da raggiungere, ove la selezione pone attenzione allevatoriale. Quindi l’addestrabilità risulta fondamentale, nei soggetti che primeggiano nelle prove a starne ed a selvaggina naturale, che mantengono equilibrio psicofisico anche in Classica a Quaglie, ove l’impegno ed energia nervosa risultano fondamentali, per chi aspira a raggiungerne il titolo di Campione Sociale Classico. Riteniamo in questo modo segnalare i soggetti che racchiudono in se tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un grande setter destinato alla riproduzione ed al miglioramento della razza.

In sintesi per raggiungere il titolo di Campione Sociale Classico un setter, in ragione delle caratteristiche peculiari di ciascuna razza, dovrà ottenere, a partire dal 01/01/2022 nella carriera le seguenti qualifiche:

 

SETTER INGLESE

 

GRANDE CERCA

3 cac di cui almeno uno a branchi

3 cac Classica a quaglie

Mb in raduno

 

CACCIA A STARNE

5 cac Caccia starne di cui almeno due a branchi

3 cac Classica quaglie

Mb in raduno

 

I titoli dovranno essere ottenuti in prove con qualifiche italiane e da almeno tre Presidenti di Giuria diversi per la Grande Cerca e di quattro Presidenti di Giuria diversi per la Caccia a Starne.

 

SETTER IRLANDESE ROSSO E ROSSOBIANCO E  SETTER GORDON

 

Per le razze setter irlandese rosso e rosso-bianco e per la razza setter gordon i rispettivi Club hanno stabilito come segue le qualifiche che dovranno essere ottenute nella carriera per raggiungere il titolo di Campione Sociale Classico.

CACCIA SU SELVAGGINA NATURALE: 4 CAC in prove speciali di razza oppure 2 CAC in prove speciali di razza e 2 CAC in prove specialistiche (beccacce, beccaccini e montagna)

CACCIA A STARNE: 2 CAC

CLASSICA A QUAGLIE: 1 Eccellente (qualunque sia il posto il classifica)

RADUNO DI RAZZA: 1 Molto Buono (qualunque sia il posto in classifica)

 

La Riserva di CAC equivale al CAC. I titoli dovranno essere ottenuti in prove con qualifiche italiane.

I soggetti proclamati Campione Sociale Classico saranno premiati in occasione del Setter Day.

 

08.06.2022

Il “Campione Classico” trae origine da una riflessione adeguata ai tempi, in rapporto all’evoluzione selettiva/venatoria.

I titoli omologati dall’Enci, hanno subito aggiornamenti nel tempo, adeguandosi alle evoluzioni genetico- funzionali tese al miglioramento delle qualità naturali e strutturali delle razze da ferma.

Un titolo estremamente arduo da raggiungere, ove la selezione pone attenzione allevatoriale. Quindi l’addestrabilità risulta fondamentale, nei soggetti che primeggiano nelle prove a starne, che mantengono equilibrio psicofisico anche in Classica, ove l’impegno ed energia nervosa risultano fondamentali, per chi aspira a raggiungerne il titolo in oggetto.

In sintesi per raggiungere il titolo di Campione Sociale Classico il setter dovrà ottenere, nella carriera le seguenti qualifiche:

 

GRANDE CERCA

3 cac di cui almeno uno a branchi

3 cac Classica a quaglie

Mb in raduno

 

CACCIA A STARNE

5 cac Caccia starne di cui almeno due a branchi

3 cac Classica quaglie

Mb in raduno

 

I titoli dovranno essere ottenuti in prove con qualifiche italiane e da almeno tre Presidenti di Giuria diversi per la Grande Cerca e di quattro Presidenti di Giuria diversi per la Caccia a Starne.

I soggetti proclamati Campione Sociale Classico saranno premiati in occasione del Setter Day.

 

12.04.2022

La Società Italiana Setter lista a lutto la sua bandiera per la perdita di Giacomo Cantoni

Grande protagonista della cinofilia venatoria degli ultimi 30 anni, le più prestigiose palestre europee testimoniano le  performance dei suoi cani magistralmente forgiati e condotti. Unanime è la riconoscenza per il contributo dato alla selezione zootecnica del pointer in primis ma anche del setter inglese. Grande ed ampiamente documentato il cordoglio dei cinofili tutti per la  scomparsa di una personalità  umana e    professionale che sostanziava tanta immagine di passione e competenza nel piccolo-grande mondo delle prove, capace di dare al contempo spettacolo e sostanza. Il vuoto che lascia si aggiunge dolorosamente a quello degli uomini di spessore che abbiamo perduto  lungo il cammino ed impoverisce il nostro patrimonio umano e tecnico .

Diventa uomo di cani vivendo la sua grande passione venatoria  come un impegno di vita.

Una pointer gli fa da maestra e lo ammalia. Franco Ravetta che frequenta con assiduità  lo forgia al culto del trialer ed ironia della sorte non porterà mai a compimento un Clastidium. L’incontro con l’ingegnere Endrizzi e l’imprenditore Stefanel determina la svolta della sua vita professionale a tempo pieno.

Di carattere determinato e spigoloso, fatto di forza ed ironia, stravaganza  e sensibilità, generosità e coraggio ,fermezza ed inventiva, intuito e certezza ,estroversione e vis polemica ha  dedicato ogni sua energia a plasmare il trialer. La passione totalizzante lo ha  portato ad una vita di abnegazione e sacrifici, da emigrante in terra di starne, lontano dagli affetti, dagli amici, dalla sua amata Mara e dalla sua terra .

La capacità  di percepire l’intima essenza dei suoi cani gli ha  permesso di coniugare livelli di dressaggio ai limiti della perfezione con performance  possibili solo con l’integrità psichica.I cani lo hanno ripagato con generosità dandogli successo sui campi e nelle manifestazioni più prestigiose. Campionati europei, Coppe Europa, master-trials ,derby lo hanno visto protagonista per un arco lunghissimo della nostra storia.

Il ricordo di pointer come Dar; Denny; Mary;  Gar , Gino,  Vento e Saul del Frangio; Rio; Gim e di setter come Beckam, Pividori’s Giotto, Silver, Pegaso del Volturno lo facevano fremere di  emozione e nostalgia. Bill della Steccaia era l’orgoglio della sua età  matura, cosi come Herman ,Charun della Cisa e Caronte del Cangia le certezze del presente, un presente spezzato che ci lascia più  poveri e più soli.

Le Alpi, gli Appennini del nostro Paese, un cacciatore cinofilo, zaino in spalla, doppietta a tracolla e un gradevole setter che risalgono il fianco del monte che porta alla vetta, questa immagine è la nostra essenza.

La caccia è madre delle prove di lavoro e I nostri Setter devono saper svolgere la funzione per la quale son stati creati e in prova attenersi alla Nota, essi devono esaltare ed esprimere lo Stile tipico, palesando la loro psiche e le loro potenzialità, non solo per quanto concerne la meccanica (che è dettata sicuramente da una ideale e armoniosa costruzione) ma anche a contatto con l’emanazione del selvatico, dimostrando di saper Filare, Fermare Espressivamente, Accostare o Guidare, servendoci il selvatico a tiro utile di fucile ai fini del Rendimento. Perché solo quando lo Stile si fonde col Rendimento, la caccia diventa Arte.

Il cane Specialista deve riflettere la sua intelligenza e sagacia attraverso il metodo, ovvero egli utilizzerà il metodo di cerca più adatto conciliando tre fattori fondamentali: la tipologia dell’habitat, il vento e la qualità dell’emanazione, questo secondo l’andatura tipica della razza con la necessità di esaminare con giudiziosa diligenza i luoghi più probabili di pastura o rifugio di quel determinato selvatico per il quale viene specializzato.

La prova Specialistica di Montagna vuole un soggetto di mestiere che svolge il suo lavoro con qualità naturali che ben rappresentano lo standard di razza d’appartenenza.

In montagna i selvatici non sono facili da approcciare ed hanno efficaci sistemi difensivi, così che rendono completa e attendibile la verifica di quelle peculiarità desiderabili ai fini dell’utilità venatoria e della Selezione.

Il setter che caccia in Montagna è alla base un buon e proficuo setter di valide attitudini ovvero un soggetto che ha tutte le carte in regola per emergere con disinvoltura a 1500 metri di quota così come in pianura, conducendoci alla ricerca e l’incontro con qualsiasi tipo di selvatico presente sul territorio italiano che si confá all’utilizzo del cane da ferma. Cosa allora lo contraddistingue lassù, dove l’aria è più rarefatta e le stelle alpine costellano le praterie? La tempra e il fondo, ovvero la resistenza emotiva e quella fisica nel continuare senza demordere, con avidità e coraggio il suo lavoro mantenendo lucidità, prontezza di riflessi e ritmo costanti, per osare di più e per arrivare finalmente a ottenere e concludere, nel suo habitat d’elezione, un capo di fauna tipica alpina.

La sera antecedente il Campionato per delegazioni eravamo a cena al rifugio “Stube”, in compagnia dei componenti dell’organizzazione, conduttori e colleghi giudici, eravamo stanchi ma sereni e proprio in procinto di fare un brindisi di buon auspicio al Campionato; là fuori l’aria si è come elettrizzata, cominciano i rombi dei tuoni e di lí a poco scese copiosamente la grandine, eravamo increduli, dalla montagna fiumi d’acqua colavano da ogni anfratto del terreno, giurie e conduttori si guardavano sfiduciati sulla reale impossibilità l’indomani di affrontare l’ascesa con successo.

Al rientro sporgendosi dalle finestre dell’albergo, lassù durante la notte; la nebbia e le luci dei lampi avvolgevano il Passo Crocedomini, un funesto pensiero ronzava nelle nostre menti e Noi dovevano essere lì per il Nostro Campionato per i Nostri setter.

Fù così che ci addormentammo, un po’ tristi e stanchi del giorno dedicato al Saladini che non ha regalato molti incontri e ci immaginavamo una sorte ben più deludente l’indomani, ma qualcosa mi sussurrava dalla mia esperienza di caccia in quota: “la montagna non regala nulla se non te la meriti, amala sempre anche quando ti sfinisce e ti ripagherà”.

Ore 5:00 all’appello c’erano 4 batterie, coordinate dall’organizzazione impeccabile del giovane presidente Stefano Guerrini e il suo Staff;

Batteria 1 giuria Pacioni Sandro, Fabricotti Maurizio

Batteria 2 giuria Francesco Lapini  Rossi Fabio, Fernando Calabretta

Batteria 3 giuria Lavacchielli Amedeo, Roberto Bottino, Daniele Gaddini

Batteria 4 Ricciardi Davide, Marco Rigatelli.

Tutto pronto, si sale in quota.

La mia batteria era la “4 Alpe Vaia” ed eravamo scortati dai nostri bravi e appassionati assistenti Costanzo, Nino Dancelli, Linda Favagrossa e tutta la comitiva di Conduttori Alpini.

Mentre i pick up ci portavano al dì sopra dei 1900 metri scrutavamo l’asperità dei terreni, impervi e in forte declivio ma vocati all’habitat di galli forcelli e Coturnici.

Mentre la carovana attraversava i pascoli, apparve evidente che mancava poco all’inizio del diluvio e i malgari che si affrettavano a mungere le vacche ci guardavano con un mezzo sorriso di compassione “ma chi gli e lo fá fare a questi”.

Sì inizia, affrontiamo un terreno vicino alla malga dove conoscevamo la sua identità il giorno prima, purtroppo a metà turni niente da fare oggi nessun frutto da cogliere, ci spostiamo tagliando trasversalmente la montagna, comincia a piovere forte, la nebbia è più fitta, le persone cominciano ad avere freddo e bagnarsi, i cani si scrollano l’acqua di dosso siamo quasi a fine turni, ancora niente da fare, in fine l’ ultimo turno si concluse in una zona pericolosa e di forte declivio, impossibile da affrontare in sicurezza, si ritorna indietro lungo il sentiero.

Arriviamo al punto di ritrovo con la comitiva, avevamo un completamento e due cani al richiamo: <<che si fá ?>> ci chiedono i concorrenti, ci guardiamo perplessi con il mio collega Marco poi interrogo la guida e chiedo se attraversando il fondo valle e il torrente nella spalla di fronte esposta a Sud possiamo andare, <<potete ma qui ora viene giù il finimondo>> ci penso e ci ripenso e infine mi avvicino ai conduttori e dico ai nostri Setterman Alpini, <<signori siamo già bagnati fradici, oggi è il Nostro Campionato, qui c’è l’elite della nostra cinofilia Alpina noi non molliamo, andiamo lá e proviamo o per lo meno tentiamo, nella Caccia Vera a casa non si torna alle 10!>> Così col benestare di tutti ci portiamo la mantellina sopra il capo e discendemmo nuovamente.

Una buona mezz’ora per arrivare a destinazione per sciogliere i cani: vento molto forte, pioggia tesa, eppure in poco tempo contro ogni pronostico come dice una famosa pubblicità, “sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta!”.

Due magnifici maschi di gallo forcello uno nel completamento l’altro nel richiamo proficuamente lavorati e conclusi a tiro utile di fucile rispettivamente dal Tissot di Giacomo Giorgi e il Back di Roberto Fiorona hanno concretizzato e onorato la nostra classifica, donandoci il sorriso nonchè la gioia.

Siamo risaliti felici, uniti e trionfanti alla malga, c’era il camino acceso e tra la luce fioca ci guardavamo in silenzio con approvazione mentre ci veniva offerto del formaggio e del vino come brindisi, oggi è stata una giornata da ricordare.

Una dedica ai conduttori in prova su selvaggina di montagna: “Al guinzaglio di un Grande Cacciatore Cinofilo c’è sempre un altrettanto valido Ausiliare”

Sono loro che conoscono l’autenticitá della Caccia in zona Alpi e sanno cosa vuol dire la fatica, i cappotti, i sacrifici, la speranza ma sanno anche cosa vuol dire discendere la montagna con all’interno dello zaino un capo di tipica fauna alpina perché grande è la soddisfazione. Questo per un Setterman e Sportsman ha valore solo se conquistato con il lavoro magistrale di un gradevole cane da ferma che ha dimostrato elevate capacità e qualità, a tal ragione le prove specialistiche sono da considerarsi la sublimazione della Caccia quella Vera.

Congratulazioni alla squadra vincitrice, Sondrio 2, ed al miglior maschio Full, cond. Salvi Oliviero.

Grazie di cuore a coloro che hanno reso possibile questo importante evento:

Presidente ENCI Dino Muto

Presidente Società Italiana Setter Paolo Gulinelli, al Vice-presidente Sandro Pacioni e Vice-presidente Oliviano Nobile,

a tutti i membri del Consiglio.

Complimenti alla Sis di Brescia per la superba organizzazione e al Presidente Stefano Guerrini.

Un caloroso in bocca al lupo a tutti Voi e ai Vostri Setter Specialisti da Montagna.

Esperto giudice Sandro Pacioni

Esperto giudice Nando Calabretta

Esperto giudice Fabio Rossi

Esperto giudice Davide Ricciardi

Esperto giudice Giuseppe Fabricotti

Esperto giudice Marco Rigatelli

Esperto giudice Amedeo Lavachielli

Esperto giudice Massimo Solbiati

Esperto giudice Roberto Bottino

Esperto giudice Francesco Lapini

Esperto giudice Roberto Collodoro

Esperto giudice Daniele Gaddini

 

Raduno

Esperto giudice Ivo Geminiani

 

NUOVO REGOLAMENTO DEI CLUBS (V3)

Art.1) – Compiti dei Consigli di club

Il compito attribuito ai Consigli di Club di razza è quello di perseguire l’obbiettivo di valorizzazione delle razze Setter Irlandese Rosso, Setter Irlandese Bianco e Rosso e Setter Gordon, in linea con gli scopi della Società Italiana Setters di cui all’art.3 di quest’ultima.

Ciascun Club nell’ambito della razza tutelata si adoprerà per proporre al Consiglio Direttivo Nazionale quanto ritiene utile ed opportuno per migliorare la qualità e la diffusione delle stesse.

 

Art.2) – Riunione del Consiglio di Club

Valgono le disposizioni dell’articolo 17 dello Statuto previste per il Consiglio Direttivo Nazionale. Le riunioni dei Consigli di Club sono valide quando sono presenti, anche in video conferenza, la maggioranza dei consiglieri.

 

Art.3) – Tesseramento

I due Club provvedono a rilasciare le tessere per l’anno in corso con a retro il timbro del Club di appartenenza accreditando la relativa quota presso la Segreteria Centrale; quest’ultima tiene costantemente aggiornato e ben diviso l’elenco dei Soci appartenenti a ciascuno di essi nei quali provvede ad inserire i tesserati presso le Delegazioni Territoriali di cui all’art.3 dello Statuto che hanno manifestato di volere appartenere al Club Irlandesi o al Club Gordon.

Il Consiglio di ogni Club esamina ogni domanda di ammissione e la inoltra al Consiglio Direttivo Nazionale per la ratifica definitiva.

 

Art.4) – Organizzazione prove di lavoro speciali, attribuzioni mostre speciali e raduni di razza e designazione dei giudici.

Ogni Club, entro i termini stabiliti dalla Segreteria Centrale, elabora un calendario semestrale da sottoporre al Consiglio Direttivo Nazionale accompagnato dall’elenco dei giudici designati per i giudizi del semestre in oggetto.

 

Art.5) – Campionati Europei

Ogni Club entro il 31 Dicembre di ogni anno sottopone al Consiglio Direttivo Nazionale un elenco dei giudici designati quali selezionatori e giudici delle varie manifestazioni.

Questo vale anche per l’Esposizione Mondiale ogni qual volta si svolge in Italia.

 

Art.6) – Nomina Comitati Organizzativi.

Per le manifestazioni nazionali ed internazionali più prestigiose, ogni Club può nominare un comitato organizzatore. Quando la manifestazione interessa più di una razza i vari compiti sono coordinati dal Consiglio Direttivo Nazionale o da un delegato da esso nominato.

 

Art.7) – Codifica metodo operativo segreterie

Al fine di rendere omogeneo il delle due Segreterie di Club, queste operano secondo una modalità  uniforme, stabilita dalla Segreteria Centrale e sotto il coordinamento di quest’ultima.

 

Art.8) – Rappresentanza di razza in sede nazionale e internazionale

La rappresentanza delle razze Setter Irlandese Rosso, Setter Irlandese Bianco e Rosso e Setter Gordon spetta al Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale;  in caso di sua assenza o impedimento spetta al Presidente di ciascuno dei rispettivi Consigli di Club.

 

Art. 9) – Ripartizioni risorse economiche

La Segreteria Centrale entro il 20 Gennaio di ogni anno procede all’accantonamento in apposito fondo di pertinenza di ciascun Club dei seguenti contributi

 

a) l’importo di euro 2.000,00(duemila);

b) l’importo di euro 2,00= (due)  per ogni socio iscritto a ciascun Club e dallo stesso tesserato nell’anno precedente.

Detti contributi entro il successivo 31 Gennaio vengono messi a disposizione del Presidente del Club con obbligo di rendicontazione entro il 31 Dicembre dello stesso anno e possono essere utilizzati per le spese di segreteria e le iniziative connesse alla valorizzazione e promozione della razza approvate dal Consiglio di Club. Qualora tali contributi non dovessero in tutto o in parte essere spesi nell’anno di pertinenza, l’accantonamento per l’anno successivo verrà proporzionalmente decurtato

 

Art.10) – Campionati Europei

Le spese occorrenti alla organizzazione dei vari Campionati Europei sono a carico della Segreteria Centrale. Ciascun Club provvede a formulare la  previsione di spesa per ciascuna manifestazione. Il relativo fondo spese viene esitato a favore del Presidente del Club con obbligo di rendicontazione.

 

Art.11) – Altre spese

Sono a carico della Segreteria Centrale le spese necessarie per la Nazionale di Allevamento e per ogni altra manifestazione voluta dal Consiglio Direttivo Nazionale e che veda presenti congiuntamente le quattro razze tutelate dalla SIS.

 

Art.12) – Rivista sociale, logo del Club, sito internet, comunicazione  e social network

Le spese per la rivista sociale sono a carico della Segreteria  Centrale. La ripartizione delle pagine riservate ai Club (escluso le eventuali pagine ricorrenti e quelle pubblicitarie) sono concordate di volta in volta con gli stessi. Ai club che rappresentano una razza con meno di n° 2.000 cani iscritti al LOI per l’anno precedente a quello di uscita della rivista sociale viene garantito un numero di pagine non inferiore al 15% (quindici percento) del totale.

Ciascun Club può adottare un proprio logo a condizione che riporti l’appartenenza alla SIS Società Italiana Setters, cura l’aggiornamento dei contenuti del sito internet della SIS per la parte di propria competenza e può avvalersi dei servizi di posta elettronica e dei social network per la comunicazione e le attività promozionali.

 

A seguire, il testo della comunicazione inviata dal Presidente della Società Italiana Setters, Paolo Gulinelli, ai membri del CISA, in data 1 marzo 2020:

“Cari amici, il Consiglio Direttivo della Società Italiana Setters, in conformità ed in piena adesione alla delibera n 4/20 del Presidente dell’ENCI, che alleghiamo, ha deciso all’unanimità dei Consiglieri di non partecipare con le proprie squadre ai Campionati Europei di Grande Cerca e Caccia a Starne. La SIS revoca i Giudici designati alla Presidenza delle giurie Edoardo Della Bella e Angelo Bonacina. I Consiglieri della SIS quale manifestazione esplicita di appoggio alla delia Delibera Presidenziale dell’ENCI si asterranno da partecipare, a qualsiasi titolo, alle prove in Serbia. La situazione sanitaria nazionale ed internazionale impone estrema prudenza a tutela della salute di tutti. L’ENCI ha sospeso anche lo svolgimento del Derby nazionale ed a seguito di questa dolorosa ma logica decisione ha assunto la Delibera 4/20. Stante tale situazione sanitaria internazionale la SIS chiede anche il rinvio della riunione del CISA convocata per il giorno 21 marzo 2020 alle ore 19:00 presso l’Hotel Zeleni Vir. Cordiali saluti Paolo Gulinelli Presidente Società Italiana setters”

COMUNICATO N. 8 del 8 febbraio 2020

 

Si comunica che l’esperto giudice prescelto quale selezionatore per il campionato europeo di grande cerca:

sig. ROBERTO COLLODORO

visionerà gli aspiranti setter nell’ambito delle seguenti prove:

12, 13, 14, 15 febbraio Marchena (SP)

25 febbraio Altamura

Dal 5 al 17 marzo Serbia

Il selezionatore resta a disposizione per gli interessati al recapito telefonico 3487977216.

Ulteriori dettagli verranno comunicati in seguito.

 

In bocca al lupo amici setteristi!

 

 

UFFICIO STAMPA

Società Italiana Setters