INTERVISTA A MATTEO RIZZINI

  1. PERCHÉ SETTER INGLESE?

La montagna, il bosco, le rocce, mi hanno sempre appassionato quindi questa razza ha solo completato il mio mondo.

Il setter inglese spicca per la sua dote migliore: la caccia ed è stato proprio questo che ha suscitato in me un forte interesse. Resto affascinato ogni volta che lo vedo correre nelle montagne, tra le rocce, cercando il vento che porti quella minima emanazione che lo porterà sul selvatico per poi fermarlo e concludere l’azione nel migliore dei modi.

  1. RACCONTACI I TUOI ALBORI

Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per la caccia, tramandata in famiglia. Già alla scuola primaria non vedevo l’ora arrivasse il fine settimana per poter andare con il nonno e mio papà al capanno di caccia. Ricordo quando la sera preparavo i vestiti e il fucile giocattolo accanto a quelli di mio papà, il posizionamento dei richiami, il profumo del caffè sulla stufa e finalmente all’alba i primi spari.

Fino alla mia prima licenza la mia caccia è stata questa. Giunta l’indipendenza ho capito che questa tipologia di caccia non era soddisfacente per me, mi mancavano le lunghe camminate in montagne e quell’intesa che si può avere con il proprio cane.

All’età di 19 anni decisi di cambiare caccia, acquistai un Bretton e da solo con lui ho iniziato questa avventura. Impegno e costanza mi hanno subito premiato, ottenendo i primi risultati. Vedendo altri cacciatori capii che mi mancava un cane che andasse a cercare in        “quel posto”, nel momento giusto, senza fare passi inutili dato che la montagna è un luogo difficile.

Queste caratteristiche le ritrovai in KIRA, il primo setter che ho acquistato dell’allevamento “del Monte Guglielmo”. Insieme imparammo a cacciare beccacce e selvaggina tipica di monte. Negli anni successivi ho deciso di farla accoppiare con ARNO, un setter di un amico, nipote di Arno dei pianigiani, da cui sono rimasto particolarmente colpito per la sua facilità nel reperire selvaggina di qualsiasi tipo in vari ambienti.

Da questo accoppiamento sono nati 4 cuccioli: 2 maschi e 2 femmine. Essendo la mia prima cucciolata decisi di tenerli tutti per selezionare al meglio. Una delle due femmine, ZEA, durante un’uscita a cotorne, presa dall’enfasi del frullo, fece quel passo in più che la portò a precipitare da una parete di rocce. L’altra femmina, DIANA, e uno dei due maschi SIMON si dimostrarono sin da subito ottimi soggetti per il nostro tipo di caccia. Fortunatamente ho avuto la possibilità di portarli a molti censimenti e a caccia su vari tipi di selvaggina e non hanno mai riscontrato difficoltà anche nei terreni più impervi.

DIANA, una cagna che mi ha fatto veramente innamorare di questa razza, con lei ho cacciato: beccacce, galli forcelli, galli cedroni, cotorne e pernici bianche dandomi immense soddisfazioni.

Quattro anni fa decisi di far accoppiare DIANA con ARGO, il setter di un amico, grande cacciatore con un fondo incredibile e un fisico instancabile. Per avere delle buone basi e portare avanti una linea di cani che rispecchino i miei ideali, ho voluto fare i controlli delle displasie di anca e gomito e dell’occlusione dentale di entrambi i soggetti. Sincerato che le basi fossero ottime l’accoppiamento è stato fatto.

Da questa cucciolata sono nati 9 cuccioli: 5 femmine e 4 maschi. Io decisi di tenerne due, un maschio CASTER e una femmina CUBA. Il resto della cucciolata l’ho dato ad amici appassionati e fidati, certo che avessero fatto esaltare le migliori doti dei cani. Ad oggi sono soddisfatto della scelta fatta in quanto tutta la cucciolata ha dato ottimi risultati.

Lo scorso anno ho fatto accoppiare DIANA con un altro setter, grande cacciatore, scelto personalmente dopo averlo visto più volte a caccia su vari tipi di selvaggina.

 

  1. LA CACCIA è UNA COSTANTE DELLA TUA VITA: QUALE RELAZIONE CON LA CINOFILIA.

La grande passione che nutro nei confronti della caccia alla selvaggina di montagna e al setter inglese da poco mi ha fatto avvicinare, in punta di piedi, alle prove di montagna (Trofeo Montagne Bresciane e Saladini e Pilastri).

In queste occasioni ho potuto vedere grandi cani, conoscere persone veterane del settore ed esperti giudici dai quali sto imparando molto e stanno nascendo vere amicizie.

Le prove come la caccia praticata sono un buon metodo di selezione per trovare cani che svolgano al meglio le esigenze di noi cacciatori.

Da quest’anno sono diventato un membro della SIS Brescia e con onore e fiducia sono stato nominato selezionatore per le prove di montagna e beccacce.

 

  1. TROFEO SALADINI E PILASTRI E INTENZIONI FUTURE

Quest’anno ho voluto provare questa nuova esperienza partecipando ad alcune prove del trofeo per avere prova concreta del lavoro svolto con i miei cani. Purtroppo per motivi lavorativi e una trasferta di caccia in Svezia sono riuscito a partecipare a solo 7 prove. Ho presentato Cuba, una giovane cagna, dalla quale ho avuto enormi soddisfazioni e grandi conferme.

La mia intenzione è di presentare altri soggetti nei prossimi anni, qualcosa di buono già c’è ed ora devo continuare ad impegnarmi, anche facendo grandi sacrifici per avere cani che possano competere con i cani di alto livello presentati in questo trofeo.

 

  1. SOGGETTI SIGNIFICATIVI

Essendo pochi anni che sono in questo mondo di soggetti veramente significativi ne ho avuti due: DIANA e CUBA, mamma e figlia entrambe allevate, cresciute e portate a caccia da me.

Grandissime cacciatrici, con senso del selvatico, fondo e mentalità, molto obbedienti e intelligenti.

CUBA in particolare, nonostante la sua giovane età, è stata la cagna che mi ha fatto avvicinare alle prove, data la sua facilità di addestramento e la sua capacità di distinguere, senza alcuna esitazione, una giornata di prove da una giornata di caccia.

  1. RISCHI E VANTAGGI DI UTILIZZARE IL SETTER DA CACCIA NELLE PROVE DI MONTAGNA

I vantaggi di partecipare alle prove di montagna con un setter cacciatore sono molteplici: la capacità di affrontare terreni difficili nel modo giusto cercando il selvatico anche in situazioni di vento a sfavore e saper individuare il posto più idoneo per trovare l’animale in ogni condizione climatica, risparmiando energia, cosa fondamentale nella caccia in montagna.

Secondo me il possibile rischio è che il cane cacciatore abbia delle sfumature e degli istinti che nelle prove possono penalizzarlo.

 

  1. CONVOCAZIONE ALL’EUROPEO

Inaspettatamente, con tanto orgoglio, Cuba è stata selezionata da Matteo Toniato per far parte della squadra che correrà per l’Italia nel campionato europeo 2019 in Grecia.  Al momento della convocazione non ero presente ma sono stato puntualmente avvisato da molti messaggi di amici.

La convocazione era già una grande vittoria condivisa con la convocazione di charas di Matteo Borghi con il quale abbiamo affrontato l’intero viaggio.

La Grecia ci ha accolto con bellissimi posti caratterizzati però da terreni durissimi, coperti di spine, caldo torrido e completa assenza di acqua. Nonostante tutto i nostri cani hanno fatto la differenza svolgendo turni esemplari che purtroppo non hanno portato i risultati sperati.

Oltre alla squadra si è creato un ottimo gruppo di amici che hanno condiviso tre ottime giornate tra prove, cene e qualche birretta.

 

INTEVISTA A MATTEO BORGHI

1.Perché setter inglese?

È la razza con cui ho condiviso le mie prime esperienze è mi è entrata subito nel cuore. Del setter inglese amo la generosità, la mentalità, il coraggio, la duttilità e la buona capacità di addestramento. Tutto questo, unito al suo modo di interpretare il vento, all’ armonia e all’eleganza dell’azione sono le qualità che mi hanno portato a preferire questa razza.

2.I tuoi albori.

La mia passione nasce attraverso i cani e si sviluppa in famiglia. Ho avuto modo sin da subito di approcciare sia con l’attività venatoria che con la cinofilia. L’esordio nelle prove avviene con Franzini Idò, di proprietà dell’amico Fabrizio Zoppellaro. Con Idò inizio a frequentare qualche prova di caccia a starne e le selettive prove di caccia pratica ottenendo buoni risultati. Nel frattempo arriva a casa Brukne Amuras, detta Desy, pointer ceduta da Garanzini Fabio a mio fratello Raffaele, compagno di caccia e complice di questa passione. Preparata e condotta da entrambi, Desy arriva al titolo di campione italiano di lavoro.  Dalla cucciolata di Franzini Idò X Ary (una figlia di Ras di Pensa) arriva Charas. Con lei si sviluppa il mio percorso di cacciatore di tipica alpina, con lei passo giornate a cercar selvaggina su i monti e con lei esordisco nelle prove specialistiche. Il resto è storia recente.

3.La caccia è una costante della tua vita: quale relazione con la cinofilia.

La caccia è parte integrante della mia vita e quando va fondersi con l’altra mia grande passione, la montagna, forma un connubio di alto valore. Prediligo la caccia alla tipica alpina: le emozioni che provo vedendo in azione i cani alla ricerca di galli, coturnici e bianche sono inappagabili e difficilmente paragonabili a quelle che si provano nel bosco cercando beccacce. A Caccia, in montagna, ci vai e giochi una partita con animali e ambiente. Credo che quello che mi ha spinto a fare cinofilia è la stessa cosa che anima le giornate di caccia: uno sano spirito di confronto. Il confronto, che è alla base della selezione zootecnica, scopo principale della cinofilia, per me è stimolante perché mi da modo di ampliare le mie conoscenze e di porre dei nuovi obiettivi.

4.Trofeo saladini pilastri e intenzioni future

Avevo presentato sporadicamente Charas nelle prove primaverili a beccacce, a qualche tappa del Saladini delle precedenti edizioni e nelle bellissime primaverili su coturnici ed in entrambe le note, sebbene le poche apparizioni, si era messa in luce con prestazioni di rilievo. Nella primavera del 2019 si conquista un 1 ECC su coturnici al Monte Guglielmo (BS) che mi fa considerare la partecipazione al trofeo con lo scopo di valorizzare il soggetto. Pur non avendo preso parte a tutte le prove del Saladini sono soddisfatto di come ha risposto Charas: più volte al richiamo e 1ECC a Vittorio Veneto con un bel punto su coturnici, in una tappa che ha un fascino particolare. Insieme a Charas ho presentato la pointer Ami di mio fratello Raffaele, più volte al richiamo ma finisce senza risultati. Per il futuro c’è qualche giovane che ora, a caccia, deve darmi prova delle sue doti ed in questo momento è prematuro sbilanciarsi. Resta la volontà di continuo miglioramento e confronto partecipando con i soggetti alle prove di selezione.

5.Rischi e vantaggi di utilizzare setter da caccia nelle prove di montagna

La caccia è fondamentale, la caccia fa selezione. Per un cane la caccia è il banco di scuola che permette di sviluppare le sue attitudini. Un soggetto durante la caccia prende la misura sul selvatico e il suo comportamento, sul territorio e le relative condizioni ambientali in cui è impegnato. Il bagaglio di esperienza acquisito, permette al cane di affrontare le diverse situazioni che si offrono e di non farsi trovare impreparato agli sganci. Credo che non ci siano rischi effettivi nell’utilizzare  gli stessi cani a caccia e in prova qualora il dressaggio non influisca troppo sulle prestazioni e il soggetto venga pulito, rifinito, in alcune fasi che  a caccia sono tollerate. Può essere che durante le prove le azioni maestose che siamo abituati a vedere durante le nostre giornate di caccia vengano troncate per diversi fattori non lasciando così modo al cane di esprimersi pienamente, e probabilmente qui l’unica che va a perderci è la selezione.

6.Convocazione europeo

La convocazione a far parte della rappresentativa setter arriva inaspettatamente. Ringrazio il selezionatore Matteo Toniato per la fiducia accordataci e per averci dato questa possibilità. Ho condiviso questa gioia con l’amico Matteo Rizzini, compagno di trasferta, chiamato a partecipare con la sua Cuba e con mio fratello Raffaele, partecipante con Ami per la squadra pointer. La Grecia ci accoglie con terreni insidiosi e condizioni di caldo torrido. Nonostante ciò i cani della compagine italiana rispondono bene. Charas va entrambe le giornate al richiamo, ma una coppia di coturnici involate a lato la manda fuori. Ricorderò la tensione palpabile di quel richiamo allo stremo e la faccia di Toniato nel finale, incredulo e dispiaciuto. Bellissimo il clima di unità tra i partecipanti delle nostre squadre setter e pointer sia durante le prove che al di fuori dei concorsi.

 

In allegato, la lettera consegnata all’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana in data 20 novembre u.s., avente ad oggetto la “Richiesta di modifica dei requisiti per il conseguimento del Campionato Italiano di Lavoro, Bellezza, Sociale e Riproduttore Selezionato per le razze Setters”, a firma del Presidente della Società Italiana Setters Paolo Gulinelli.

Allegati

Comunicato n. 26 del 2 dicembre 2019

Il selezionatore, dott. Riccardo Biggi,  ha proclamato la squadra del Campionato Europeo a beccacce che si disputerà il 14 e 15 dicembre p.v. in Grecia:

BOSS, LO11102080, s.m., allevatore Sabato vito, proprietario Sabato Vito, conduttore Sabato, padre Full, madre Fiamma

BLONDIE, LO1370134, s.f., allevatore Galanti Massimo, proprietario Galanti Massimo, conduttore Galanti, padre Tango, madre Alba

SPARTA, LO1245998, s.f., allevatore Skunca Zvonimir, proprietario Giaconella Giorgio, conduttore Giaconella Giorgio, padre Radentis Zero, madre Berna della Dalmantiska

NICO, LO12103074, s.m., allevatore D’Alessandris Umberto, proprietario Lussignoli Primo, conduttore D’Alessandris, padre Zen, madre Nada

HOLLIWOOD, LO142652, s.m., allevatore Oddi Giuseppe, proprietario Esposito Giovanni, conduttore D’Alessandris, padre Siricorum amour, madre Jenny

Riserve:

FORREST, LO14159378, s.m., allevatore Tortora Natale, proprietario Tortora Antonino, conduttore Impoco, padre Rapace del Sole, madre Camilla

FRODO DELLA VALLE DELL’ORCO, LO15178704, s.m., allevatore Fiore Antonio, proprietario Fiore Antonio, conduttore Baloci, padre Cruyff, madre Diva della Valle dell’Orco

 

Un accorato incoraggiamento a tutti i partecipanti!

 

Già il titolo, senza punto interrogativo, originariamente non mio, può sottintendere la volontà di sfruttare aforismi  per convalidare  concetti più o meno autoreferenziali .

Nessuno ha la verità in tasca e nessuno  dovrebbe  inventare didascalie –  veicolo di trasporto  di idee estemporanee – , fuori  dalla normativa  ufficiale redatta e gestita dall’Enci. In parte anche dalle Società Specializzate.

Leggo, e con piacere, richiami benevoli  verso  la caccia da Autori che nel recente  passato  non esitavano  a denigrarla.  <La caccia rovina il cane in generale ed in forma più marcata quello adibito alle prove;  oppure per ottenere buoni cani da caccia accoppiate con i  trialer  (che fino a prova contraria  non risultano  essere del mestiere).  E tanti altri.

Questo preambolo per ritornare sull’utilità di lasciare al loro destino  le battute figlie  dell’improvvisazione  e contestualmente   esprimere invece  giudizi che tengano scrupolosamente  conto dei regolamenti, standard e note, utilizzando le  precise indicazioni sostanziate da aggettivi  espressi dal “legislatore –Enci”; ogni parola ha un preciso significato che  va capito, capitalizzato ed applicato conformemente alla prestazione. Questa, a mio avviso, è l’unica strada che  può  uniformare  il giudizio.

Se ogni santo giorno si inventano slogan  venduti  come  importanti scoperte , è facile affondare nel caos, confondere le idee, e trascinare una materia di indicibile valore, verso il baratro dell’improvvisazione , dell’invenzione.

Le prove , momento  topico  per  applicare  il dettato  selettivo che rappresentano  al massimo  livello, non possono essere considerate  superficialmente  momenti di  relax, di  di esteriorità,  di  esibizioni  atipiche , ecc.   con la conseguenza di trascurare il complessivo di doti , comportamenti, attitudini,   valori  stilistici e  di rendimento . Chi trascurerà la  sostanza  abbracciando invenzioni tipo galoppo  morbido- non elencato nello standard- ,oppure   confondere  le idee  menzionando la  dorsale  e la linea superiore come fossero due cose differenti ,oppure penalizzando una prestazione  perché il posteriore  si è scoperto essere un filo scalciato, o anche  considerare  come  negativo con relative incidenza sulla qualifica,un anteriore che darebbe maggior rotondità (sic !) se l’angolazione scapolo/omerale  fosse  un grado in più o in meno;  ebbene chi si vorrà avventurare  in questi sentieri ,aprirà  la strada alla produzione  di  esemplari  di scarsa  personalità  ed intelligenza, da taluni, peraltro, già considerata un opzional.

Le idee pro e/o  contro le miste, navigano più “sul sentiti dire” che su basi concrete, in zootecnia i confronti per migliorare SONO SEMPRE STATI EFFETTUATI SU GRUPPI  DI ANIMALI DELLA STESSA  RAZZA. Se si dice che il setter  ne guadagna perché  risulta  stimolato dall’antagonista  che è più veloce di lui, mi sovviene  il titolo, ripeto  non mio, de  “ l’asino non vola!  Si parte con il convincimento  di “sfondare quasi euforicamente” con letteratura fiorita,  per poi ricondurre il tutto  a concepire la velocità come elemento di particolare rilievo dimenticando che in ogni razza , in base alla costruzione ed alla personalità derivante appunto  dai canoni della razza , ha il proprio movimento e la  PROPRIA VELOCITA’ , quindi non è certo un valore assoluto. La velocità e la cerca  geometrica  , di dimensioni oserei dire kilometriche ( negli inglesi)risultano purtroppo  essere dai più considerati come la panacea;  il non plus ultra di una prestazione in prova. Conta invece la tipicità dei galoppi  che permettono di esprimere le doti venatorie in diversi modi . Per questo decretare la morte del setter se non “corre” in prove miste con i pointer, significa procurare confusione su confusione.

Prima di proseguire mi permetto di produrre indicazioni sul significato di aggettivi spesso usati nel comporre una relazione e poi in cascata usati in tutte le salse. Non è immaginabile che vi siano “interpretazioni”  che ne snaturerebbero  l’essenza.

  • STILE : modalità di comportamento, di azione, di espressione¸peculiarità. Lo stile deve essere valutato nel movimento  ed ancor più nelle fasi pre, durante  e dopo ferma . Queste fasi dicono moltissimo sulla tipicità. ( quest’ultima parte  è aggiunta dal sottoscritto).
  • TIPICITA’ : carattere distintivo, specificità
  • CLASSE : ottima qualità, eccellenza nella pratica attività
  • TEMPERAMENTO : insieme delle caratteristiche psichiche di un individuo , indole
  • SAGACIA : capacità di risolvere e capire situazioni,acume, perspicacia
  • PSICHE : insieme di funzioni e di processi mentali, sensitivi, affettivi, che costituiscono la personalità.

Se qualcuno volesse reclamare , non convalidando questi contenuti,può sempre rivolgersi al “DIZIONARIO ITALIANO SABATINI COLETTI”  Giunti editore.

La selezione non è una battuta , nemmeno un confronto fra  diverse opinioni, non una invenzione estemporanea;  si sviluppa nel contesto di mantenimento  delle doti di base(standard) ,possibilmente  migliorandole seguendo anche indicazioni empiriche  che sommate a quelle  biologico- genetiche  sviluppano un contesto  morfologico e funzionale  dal quale si trarranno  deduzioni  utili nelle successive cucciolate.

Lo stile di cerca( naturale ed autonoma) ,sostanzialmente differente fra le due razze (setter inglese e pointer), rappresenta  un solco di divisione che non lascia spazio ai confronti . Due cani con cerca diversa , diversa velocità, diverso modo di appropriarsi dell’usta, di fermare e concludere, diversi per costruzione, diversi  nel movimento, che indicazioni possono dare in un confronto ? Le caratteristiche della razza setter  sono un  quotidiano argomento sul quale lavora con impegno la SIS nazionale  sviluppate poi   a livello  locale dalle Delegazioni. I vari Campionati dimostrano come sono applicate nelle diverse discipline. La genericità del setter  si manifesta in diversi ambienti  dove dimostra  un superbo adattamento; SEMPRE ESPRIMENDO LA RAZZA .

Intelligenza, senso del selvatico, abnegazioni e  sacrificio nel lavoro, ecc. Non se ne parla negli articoli , non se ne parla in generale evidentemente  considerandoli elementi marginali o poco importanti, sono invece abbondantemente considerati dal cacciatore che per lui rappresentano i supporti tipici nell’espletamento del lavoro.  Il setter li mostra con eleganza, flessuosità, radenza accentuata dal sentore di sia pur lieve emanazione, linea  dorsale parallela al terreno. Tutto questo che  c’azzecca con il pointer  che oltre alle note  macroscopiche differenze  ha la linea superiore rampante ed è velocissimo ?

Non so se gli asini non volano, non mi sono mai posto il problema, resta il fatto che in provincia di Piacenza località Pontenure, ogni anno si organizza la festa dell’asino trascinando sulla torretta del campanile un asino di cartone in memoria della salita di un asino vero ! ! !  Nessuno sa dire però quanti anni fa…………………..

 

 

 

 

 

 

Il 22 Novembre a Garbagna Novarese si è svolto l’ultimo atto del “Beccaccino d’Oro 2019”, il più importante ed ambito trofeo della cinofilia venatoria dedicato al beccaccino, riservato a tutte le razze da ferma.

Il Trofeo, articolato in 15 prove, è stato vinto anche quest’anno da un setter gordon. Si tratta di Docholliday  di Giovanni Meneghini, condotto da Enrico Marchetti. Congratulazioni quindi al proprietario, al conduttore e all’allevatore Giuseppe Bravi.

Docholliday, (LO1366049; displasia esito A), è nato il 30.03.2013 da Ad Hoc du Buisson au Cerf per Vittoria del Real Gordon; di seguito i risultati conseguiti da questo soggetto nelle ultime 10 prove novembrine:

12.11.2019 Garbagna Novarese, 1°Ecc. Giudice Beppe Bonacina

13.11.2019 Robbio-Castellaro, CAC Giudice Pola

17.11.2019 Robbio –Castellaro, CACIT Giudici Procaccini e Agosteo

22.11.2019 Garbagna Novarese, CQN Giudice Pola

A questa tornata di verifiche ha partecipato anche la gordon Daenerys (LO14100581) di Franco Bavaro che nella prova del 17 Novembre giudicata dal giudice esperto M.Pansera si è classificata 2° MB.

Incaricato dalla società italiana setter per selezionare la squadra che parteciperà al suddetto campionato , il giorno 14 settembre ultimo scorso convoco i 20 soggetti che ritenevo  avessero i requisiti idonei a tale prova. Il tal giorno si presentano presso l’azienda faunistica Ripanucci di Lajatico 14 di questi soggetti per le prove di riporto. Alcuni concorrenti  per impegni e problematiche diverse non hanno potuto essere presenti. Al termine della verifica di tutti i presenti ho avuto modo di comunicare i componenti della squadra:

Atos e Zip di Caramanti

Pianigiani’s Ford di Pianiggiani S.

Pianigiani’s Assunta di Pianiggiani Monica

Carlos del Baiaross di Bracci

Alex Di Mazzoleni

Buck di Radiccioli

Il giorno 26 da Bergamo mi imbarco destinazione NiS in Serbia, meta scelta per la

Disputa del campionato.

Il primo giorno di prove 28/10 in località Lalinski Pojate ,la giuria  è composta dal Presidente svizzero Francois Boitier , dal collega giudice Slobodan Hrvatin croato e dal sottoscritto. In questa circostanza Ho avuto modo di giudicare il Carlos , il Ford,l’Alex e l’Assunta. Le difficoltà palesate dovute dalle alte temperature dalla siccità e dall’assenza di vento hanno messo a dura prova tutti i cani. I primi turni hanno avuto occasione di incontrare selvaggina ma purtroppo non state sfruttate come dovuto.

Carlos :

Svolge azione continua , la cerca è ben bilanciata sui lati e di giusta profondità, purtroppo non incontra. Due indecisioni gli precludono il richiamo.

Ford:

Inizia poco concentrato , la cerca dimostra esperienza venatoria , due ferme senza esito, termina senza incontrare.

Alex e Assunta :

Alex subito concentrato, svolge azione e cerca nella nota , deve 5

Assunta: azione valida la cerca è ben estesa sui lati e ben appoggiata sul vento,

a metà turno scende in un’avvallamento ,prende profondità e investe brigata di starne.

Alex : completa con Maicol di Nikolic , azione ancora valida la cerca è ben collocata sul vento . Termina senza incontrare. Riportato al richiamo insieme al compagno di coppia conferma prestazione precedentemente e rifila uno stocco di granoturco ,scivola e  ferma in bellissima espressione. Corretto frullo e sparo su brigata di starne, riporta in mano. 1 Ecc. CaC.

2* giorno 29 /10

In batteria, ho il  BUCK , lo Zip e Atos. Le condizioni risultano da subito identiche a quelle del giorno precedente.

Buck: inizia poco concentrato ,l’azione è viziata da fasi di arresti immotivati a metà turno sfrulla brigata e viene eliminato.

Zip: parte concentrato azione valida la cerca è ben  collocata sul vento,ben bilanciata sui lati e di giusta profondità.  Sul lato sinistro sparisce, il

conduttore si incammina e si vede in volo brigata di starne ma il cane non c’è.

Eliminato.

Atos: azione valida ,la cerca dimostra esperienza venatoria mentre rifila un gerbidosul lato sinistro ferma  in bella espressione , guida lungo e non risolve. Rilanciato sul lato destro tiene bene il lato.

Richiamato dopo  il punto del  compagno di coppia, tarda oltre il lecito a rientrare dal conduttore.  nella batteria del giorno precedente sono andati in classifica con la qualifica di eccellente Atos e Buck . Il giorno successivo  il FORD , Carlos e l’Assunta al primo turno di chiamata svolgono lavoro nella piena nota e questo gli vale il richiamo dove confermano tutti e tre le prestazioni precedenti, non incontrano.

 

Non essendoci Cac si conferma campione e europeo selvatico abbattuto 2019 Alex di Mazzoleni.

Auguro al mio successore di avere l’opportunità di selezionare soggetti altrettanto validi.Ringrazio la Sis nella persona del Presidente paolo Gulinelli e il vice presidente Oliviano Nobile che mi ha supportato in questa fortunata trasferta. In bocca al lupo per il prossimo anno . Evviva la Sis evviva il SETTERS inglese che ci regala sempre emozioni di questo tipo.

Alex 1Ecc C.A.C Cacit

Chiamato dalla sis a giudicare questo campionato, accolgo con molto piacere l’invito in quel di Rabbi (TN), agli ordini dell’ottimo Frisinghelli, collaudato organizzatore, questa volta, messo veramente  a dura prova, da un numero di cani sorprendentemente alto, a dimostrazione dell’attaccamento e della passione dei nostri soci a questo tipo di eventi, situazioni che riempiono di orgoglio e caricano di responsabilità chi come me fa parte del consiglio direttivo della sis.

Arriviamo la sera prima io e Rosalba, ed il clima è subito disteso e festoso. Le prove di montagna sono l’esempio di come si dovrebbe fare cinofilia, stanno vivendo un momento di alto interesse sotto tutti i punti di vista, bisogna fare attenzione a mantenere saldi certi principi, minati a volte, dall’aumentare degli interessi in gioco.

Novanta cani a catalogo circa è sicuramente un record, alcuni cani la montagna non l’avevano mai vista, ma è lodevole comunque,  il tentativo dei loro conduttori a misurarsi in una disciplina così dura.

Giudicavo la prima batteria insieme ad un montanaro doc, Edoardo Della Bella, ghiotta occasione di crescita per me, certezza di competenza per tutti gli attori in gioco.

Posti splendidi, galli in ottima quantità a far selezione di quella vera.

Vince Nico, un grande cane da montagna, di quelli che fanno venir la pelle d’oca. La fortuna mia, nonostante le asperità del terreno, di aver vissuto in prima persona, sia il turno di chiamata, che l’ottimo punto al richiamo su una gallina con un piccolo.

Rientrati alla base, buone impressioni in tutte le batterie, relazioni ed interessante raduno, al vaglio dell’esperto Mari Nanzio, persona di squisita correttezza, che può darci un ottimo contributo nelle valutazioni morfologiche della nostra società specializzata.

Sulla morfologia in montagna c’è ancora molto da lavorare, soprattutto nelle femmine in termini di struttura soprattutto e di tipicità in genere, ma sono convinto che la passione che contraddistingue l’ambiente gioverà anche in questo senso.

La strada intrapresa è quella giusta, il clima di confronto fra le delegazioni, emerso nella riunione del venerdì sera, è di quelli che portano a crescere e migliorare.

La responsabilità è tanta, è quella di mantenere e alimentare un tipo di prova che ormai più di tutte le altre, si avvicina a quella che è l’essenza venatoria del cane inglese di razza.

Sono sicuro che i protagonisti non ci deluderanno, e che potremmo ancora vivere per lungo tempo bellissime giornate dietro ai nostri amati.

Viva i setter, grazie a loro.

Il 21 settembre a Bagni di Rabbi, Trento, si è tenuto il campionato italiano per delegazioni S.I.S. nella nota di “caccia su selvaggina d’alta montagna”. Organizzazione curata dalla delegazione S.I.S. Trentino Alto Adige, dalla Riserva di caccia Rabbi in collaborazione con l’associazione beccacciai trentini. Ci si ritrova “in valle” al venerdì sera e mi appare subito chiaro quanto l’organizzazione sia efficiente e ben “oliata”: non potrebbe essere diversamente, con piu’ di novanta cani a catalogo! Giorgio Frisinghelli è il “Deus ex machina” della manifestazione, ma nulla potrebbe senza l’appoggio fattivo di un numerosissimo gruppo di collaboratori in segreteria, ad accompagnare le batterie e, nei giorni precedenti, a censire la selvaggina sui terreni della prova. E’ evidente che questa “squadra”, fra cui ho notato con piacere molti giovani, oltre ad essere competente ed appassionata, deve essere legata pure da un sincero sentimento d’amicizia, per poter operare con l’efficace sinergia mostrata.  Da “esterno” alla S.I.S, mi ha pure favorevolmente colpito la presenza, fin dalla cena del venerdì e per tutta la giornata del sabato, del neo presidente Paolo Gulinelli: persona seria, competente, innamorata della cinofilia e del setter: conosciuta la persona, e leggendo l’intervista rilasciata alla “Gazzetta della cinofilia” nel numero di ottobre, mi sono convinto che gli obiettivi che si è posto nel suo mandato saranno realizzati per migliorare non solo il setter, ma pure tutto il movimento.

Veniamo alla prova. Quando Giorgio Frisinghelli, conosciuto in primavera in occasione di una manifestazione dedicata ai setters, mi propone come giudice, accetto con entusiasmo e curiosità, pur essendo per me assoluta novità questa nota di concorso. Mi “tiene a battesimo” il collega Fabio Rossi, la nostra è la quarta batteria, dodici le coppie. Si parte assai presto, il torrente Rabbies ci accompagna nel primo tratto, poi ci si inerpica su sentiero sterrato raggiungendo in breve i 1900 metri. Si scende dal quattro x quattro, l’aria è “corroborante”, una nebbia piuttosto fitta nasconde, ma solo per

 

 

poco, lo scenario del Parco dello Stelvio. Si cammina ancora una decina di minuti, poi il primo sgancio…la concentrazione è massima, si seguono i campani, si cammina in equilibrio, spesso con difficoltà, fra i cespugli di rododendro; qualche scivolata…ci si rialza, qualche corsa a vuoto, ci si riposa un po’ stilando la relazione. Poi si riprende, un campano tace, il conduttore chiama la ferma del suo cane…è dalla mia parte, corro seguendo le indicazioni dell’accompagnatore Mirko e del conduttore, in certi punti arranco, ma finalmente arrivo a vedere il setter fermo ormai da qualche minuto su una roccia. All’arrivo del conduttore accosta brevemente, poi il fragoroso involo di un maschio di forcello che lascia una nera scia con macchie bianche a pochi metri dal suolo. Ormai sono stregato…Di forcelli ne vedremo ancora parecchi, una decina, molti i cani che si mostrano all’altezza della nota, quattro in classifica: 1° ECC Aragon di Lorenzetti 2° ECC Full di Salvi  3° MB Regina di Lorenzetti  MB Quercia di Vezzani. Grazie a tutti i conduttori, agli organizzatori, ai colleghi, in particolare a Fabio che ha saputo ben indirizzarmi in questa forte esperienza. Alla prossima. Marco Rigatelli

 

 

PERCHE’ SETTER INGLESE:

Da bambino sono cresciuto con i Setter che mio padre usava a caccia, facevano parte della famiglia e della quotidianità. La loro intelligenza e il loro carattere veramente straordinario mi hanno conquistato da subito non potendone più fare a meno. Una razza che si adatta con estrema facilità ai diversi tipi di terreno e alle molteplici forme di caccia, cosa che ad oggi la fa essere la più usata dai cacciatori italiani. Per quello che mi riguarda gli aspetti che più mi affascinano di essa sono la sua Psiche, i suoi atteggiamenti  a contatto col selvatico e come ho già detto la sua facilità di adattamento.

RACCONTACI I TUOI ALBORI:

Nato nel 1986, con la caccia nel DNA. Infatti mio nonno andava a caccia e mio padre anche; proprio lui mi ha trasmesso questa grande passione, che ad oggi posso dire sia diventata uno stile di vita e per questo gliene sarò sempre grato. Ancora bambino appena mi fu possibile lo seguivo in qualche battuta non troppo impegnativa. Passavo le giornate a leggere libri e riviste e a guardare foto, giocando con i suoi setter. Per me non c’era sabato o domenica che avessero senso se non a caccia con lui e i suoi amici. A 18 anni arrivò la licenza di caccia e con essa il mio primo Setter di nome Geo, proveniente da una cucciolata di amici, grazie ai quali a quel tempo cercavo di imparare i primi segreti e trucchi dell’addestramento e della caccia alle beccacce. Geo fu un cane di grande temperamento e bravo cacciatore generico, specialista a quaglie, bravo a beccacce. Poi ci fu Sascha, una femmina di un fondo incredibile e al limite del gestibile, mi ha insegnato molto sulla caccia alla Beccaccia. Ma dentro di me c’era la voglia di avere qualcosa in più del bravo cane da carniere e la svolta ci fu quando conobbi Bartolomeo Cavaglià. Li mi si aprì un mondo, un altro modo di vedere e concepire il setter in montagna, un altro modo di andare in montagna! Ho visto di persona i suoi soggetti tra cui il mitico Lupin dello Zorino, e li non dormii per alcune notti! Da lui e dai figli ho imparato tantissimo sulla conduzione dei cani in montagna e posso dire che la sua amicizia è stata fondamentale per la mia crescita, e tutt’ora continuiamo a confrontarci. In quei tempi arrivò Linda una nipote del Lupin, femmina importante per qualità e grinta che mi fece capire cosa è IL SETTER! Con lei mi trasferii per lavoro dai Castelli Romani alla provincia di Como, dove subito conobbi Giada, la mia compagna di vita, fortunatamente anche lei appassionata di caccia e di setter, con la quale ho potuto continuare a coltivare la mia passione per questa razza. Lei mi ha dato poi l’input per fare il salto, cioè mettere la faccia in quello che si stava facendo con i Setter: infatti dal 2014 decidemmo di prendere insieme l’affisso (riconosciuto ENCI- FCI) “ delle Bianche Alpine”.

LA CACCIA E’ UNA COSTANTE DELLA TUA VITA: QUALE RELAZIONE CON LA CINOFILIA

Le mie origini sono di cacciatore generico ma diventato subito appassionato per la beccaccia, che mi ha stregato da subito. Poi ad un certo punto l’ho tradita per un amore più grande: la Coturnice! Nulla togliendo alle emozioni che si provano dietro un Setter nel bosco, ma  quello che mi trasmetteva vedere lavorare i cani in quegli ambienti e con quei selvatici per me non ha paragoni. Le montagne e i Cotorni Abruzzesi erano diventati la mia seconda patria. Adesso vivo e caccio nelle Alpi dove posso fortunatamente cacciare ancora la Tipica Alpina e qualche beccaccia. Non disdegno però qualche sortita all’estero. La voglia di praticare questi tipi di caccia con Setter che al rendimento unissero anche la tipicità che li contraddistingue mi ha sempre tormentato le notti, ed è per questo che decisi di iniziare a confrontarmi nelle prove specialistiche per vedere dove c’era da migliorare. La mia prima esperienza fu in una prova del trofeo Gramignani sul Monte Baldo nel 2012 con Irvin ( di proprietà di un amico e padre di Linda purtroppo prematuramente scomparso) aveva un anno e mezzo e fermò l’unica beccaccia della batteria, rincorse…ma la sua eccelsa qualità e il lavoro che aveva svolto lo portarono al CQN. Poi le prime prove del Saladini Pilastri a Cotorni in Abruzzo, per poi passare a quelle corse nell’arco Alpino! Ho avuto modo di conoscere personaggi che fino a qualche tempo prima erano per me esempi : Cavaglià, Cossali, Giorgi, Tartari, Bravaccini, Vacca e Petrucci con il quale è nata un importante amicizia e collaborazione, e tanti altri amici con cui ho passato veramente dei bei momenti. Per me ogni prova (anche adesso) a prescindere dal risultato era una lezione di vita, rubavo tanto con gli occhi. E ad oggi è ancora così, con molta umiltà guardare ed ascoltare tanto, tanta pratica e poche chiacchiere. Il test più importante per i nostri prodotti deve essere sempre la caccia, ma anche le prove hanno la loro importanza. Infatti quando lo ritengo opportuno ci tengo a valorizzare i miei soggetti nelle prove su tipica alpina e su beccacce, sempre per avere quel sano confronto tra concorrenti e giudici che è alla base della selezione zootecnica.

TROFEO SALADINI PILASTRI: QUALE HA LASCIATO IL SEGNO

Sicuramente il primo anno in cui ho partecipato, cioè il 2012. Tanta emozione, mi sentivo una formica tra i giganti; presentavo un Setter che porto ancora nel cuore, si chiamava Hogan dello Zeolo( figlio di Lupin dello Zorino x Caprice di Loro Piceno di proprietà del caro amico Fabrizio Orazi) con il quale andai a richiamo due giorni a Cotorni in Abruzzo (la sua specialità) e poi ad Imperia dove corsi il richiamo insieme al grande Piero Cossali ( purtroppo recentemente scomparso). Poi nel 2014 arrivò il primo risultato in prove di montagna di Linda al Foppolo. Nel 2016 arrivarono i primi risultati di Erica ( figlia di Linda e di Lupin dello Zorino). Ma l’edizione che non dimenticherò è quella del 2018 dove presentavo Erica e Chopin ( del fraterno amico Emidio Petrucci), tre risultati per Erica ( 3 Ecc, 2 Ecc, 2 Ecc 1Ris Cac) e tre risultati per Chopin (2 volte 1 Ecc Cac Cacit, 1 Ecc) e tutti e due convocati dall’esperto Giudice Edoardo Della Bella nella selezione italiana per il campionato europeo su selvaggina di montagna che si è corso in Val Bedretto. In quell’occasione è arrivato il risultato più importante per il nostro allevamento: il titolo di Vicecampionessa Europea su selvaggina di montagna per Erica, ottenuto con un bellissimo punto sotto gli occhi di tutti che le è valso il Cac di batteria; purtroppo il barrage non è andato nel verso giusto, ma per noi è già un grande sogno avverato. Il 2019 ha visto l’esordio del primo nostro soggetto con Affisso: Bramito Delle Bianche Alpine ( propr. Emidio Petrucci), figlio di Erica che a soli due anni si è classificato due volte 1 Ecc e 2 Ecc. Lui rappresenta la terza generazione di Setter da noi allevati.

I SOGGETTI PIU’ SIGNIFICATIVI:

Sicuramente Linda, la nostra capostipite, cacciatrice polivalente e ottima fattrice, nella sua carriera ha ottenuto più volte l’eccellenza sia in prove di montagna che in caccia pratica, dove ha ottenuto anche un 1 Ecc Cac; la nostra prima Riproduttrice Selezionata.

Erica, anche lei Riproduttrice Selezionata, che oltre al titolo di Vicecampionessa Europea su selvaggina di Montagna, da quest’anno è Ch It di Lavoro; specialista sui galli forcelli è un soggetto di grandissimo temperamento e fondo che a volte in prova può risultare un po’ esuberante, ma che a caccia poi ti fa la differenza.

Bramito Delle Bianche Alpine, da subito nelle mani sapienti dell’amico Petrucci ha dimostrato notevolissime doti naturali, e qualità di razza in tutte le sue manifestazioni; al suo esordio ha già fatto parlare di se meritando anche la convocazione da parte dell’esperto giudice Matteo Toniato nella selezione per il campionato europeo su selv. di montagna svoltosi in Grecia; peccato che per impegni inderogabili sia miei che del proprietario non abbia potuto partecipare, ma ha tutto il tempo di rifarsi.

Anche se non presentati in prova ma non meno importanti sono tutti quei nostri soggetti in mano ad amici che li testano severamente tutti i giorni a caccia; soprattutto le femmine che per poter diventare future nostre fattrici oltre ad essere lastrate alle anche ( cosa imprescindibile per noi!!!) devono dimostrare di essere cacciatrici avidissime ma con qualità di razza.

COME VALUTI L’EVOLUZIONE CHE LE PROVE DI MONTAGNA HANNO AVUTO NEGLI ANNI:

Sicuramente, basandomi anche sui racconti dei veterani ( non me ne vogliano ), qualcosa è cambiato sia nei modi che nei tempi, e purtroppo come in tutte le cose non sempre in meglio. E’ importante secondo me cercare di mantenere il più possibile quello che rende diverse queste prove da tutte le altre: ovvero lo spirito e l’essenza della montagna, degli uomini di montagna e dei cani di montagna. L’aumento del numero delle prove in un periodo così ristretto, ha secondo me portato il trofeo Saladini Pilastri ai limiti, partecipare a tutte le tappe è veramente un enorme sacrificio economico, fisico e mentale! Buona cosa l’introduzione della tecnologia con i beeper se ben usati, lasciare un punto a terra dopo tutte le fatiche sopraelencate è veramente un delitto .

QUALI RISCHI E QUALI VANTAGGI:

Se si parla delle prove di montagna non bisogna rischiare che per aumentare il numero di partecipanti si perda di qualità e della selezione che dell’ambiente;  un altro rischio da non correre è far passare la poesia subito a chi si affaccia a questi palcoscenici importanti, è giusta la gavetta dove con grandissima umiltà bisogna lavorare e rimboccarsi le maniche, ma io stesso ho apprezzato quando sia giudici che concorrenti mi davano qualche prezioso consiglio o qualche sacrosanta  tirata di orecchie. I vantaggi sono che in due mesi si va a formare come una grande famiglia che va a spostarsi di monte in monte, che come in tutte le migliori famiglie a volte ci si accapiglia ma che poi alla fine non si vede l’ora che arrivi il prossimo anno.